Florence. Di puzzle, spazi e colori.

Ricordo quando un paio di anni fa incontrai Florence, su mobile. Titolo brevissimo, ma che contiene in quei trenta minuti di durata tutto quel che è necessario. Questo gioco racconta la vita di Florence Yeoh, giovane di 25 anni, le cui giornate trascorrono in monotonia. Un rapido giro di orologio (letteralmente!), e vediamo come è cresciuta, accantonando una certa indole artistica, allontanandosi da vecchie amicizie. Oggi, lavora nella contabilità, in una routine che ormai conosce a menadito, e che non può più sorprenderla.

Fino ad un certo incontro. Dal trailer , notiamo che il titolo è descritto come una storia d’amore interattiva, e indubbiamente il fulcro dell’esperienza è la storia che nasce con Krish, aspirante violoncellista incontrato per caso, grazie alla musica (la colonna sonora, curata da Kevin Penkin, è uno degli elementi più riusciti dell’opera). Tuttavia il messaggio ultimo del titolo non riguarda solo l’amore in una relazione, e come si sviluppa, ma anche quello che vi si può trarre, e infine l’affetto e il rispetto che si ha per se stessi.

Florence è disponibile su Nintendo Switch, Android, e iOS. Avevo giocato all’uscita fa il titolo su telefono, e nutrivo dubbi sull’interfaccia su Switch, ma il passaggio è stato indolore. Si tratta come detto di un’esperienza brevissima, forse uno dei titoli più contenuti che abbia mai provato, ma è ben costruito. Seguiamo le vicende scorrendo le schermate come fossero tavole di un fumetto (il character design può ricordare lo stile di Noelle Stevenson), e interagendo con personaggi e ambienti, o dispositivi. Dei capitoli scandiscono le fasi dell’avventura, ognuno sviluppato attorno ad un tema o evento.

Daydreaming

A questo punto, consiglio a chi non ha ancora recuperato il titolo di farlo, perché le successive sezioni contengono spoiler. Per la sua durata, parlare troppo significherebbe in parte rovinare un’esperienza di gioco genuina a chi desidera conoscerlo. Se siete parte di questo gruppo, e da questo paragrafo il gioco ha stuzzicato la vostra curiosità,, vi consiglio di salvare il link, provare Florence, e poi tornare qui. Se invece già sapete come si sviluppa il titolo, o desiderate comunque avere ulteriori informazioni su come sfrutti il gameplay per raccontare la sua storia, proseguite pure!

Dunque, procediamo!

Ultimo avvertimento: seguono spoiler!

Puzzle

Dalla galleria di gioco, sbloccata dopo aver completato l’avventura, si può vedere un poster con un primo titolo, Fragments. Credo sia un punto ideale per partire, perché sfruttando controlli touch, la meccanica principale di questo titolo ruota attorno a dei puzzle. Quando Florence conosce Krish, non ci sono frasi tra cui scegliere, bensì il gioco ci mostra la loro interazione attraverso dei pezzi di puzzle da riunire. Nostro è il compito di condurre il “dialogo”, che effettivamente non leggiamo, componendo un classico balloon.

Il colpo di genio è mostrare sottilmente come questi pezzi mutino nel tempo. Nel corso del primo appuntamento, man mano questi divengono di meno, a mostrare la facilità con cui progressivamente i due riescono a comunicare, trovando punti in comune.

Primi dialoghi….
… prime sintonie.

Ma è facile trovare le parole anche durante un litigio, quando si vuole far valere la propria posizione a tutti i costi. Il corpo della relazione tra Florence e Krish è composto di vari frammenti, dai dialoghi, al dover fare alcune piccole, ma significative scelte nella quotidianità. Questo è reso dal momento in cui si trasferisce a casa della fidanzata, lo spazio è limitato, e ci si trova a scegliere cosa riporre negli scatoloni, e cosa rimuovere.

Piccole scelte.

Spazi

Florence è formato da spazi vuoti, si riempiono, e poi vengono nuovamente lasciati. Spazi su una mappa che diventa teatro di appuntamenti ed esperienze condivise. Florence e Krish accorciano la propria distanza, durante un litigio questa si espande. Come detto, i dialoghi non sono verbali, e non sentiamo le voci dei personaggi in senso tradizionale… tuttavia, l’animosità di un momento di litigio è perfettamente resa attraverso la musica, nel brano “Fight”; in cui il violoncello è Krish, il pianoforte Florence. I loro pezzi, ad un certo punto, non combaciano più, ed è necessario separarsi. Nel capitolo 18, dall’inequivocabile titolo “Let go”, automaticamente la protagonista cammina, mentre di fianco a lei cammina un “fantasma” di Krish.

Se interagiamo toccando lo schermo, Florence si fermerà, letteralmente e metaforicamente, aspettando il fantasma. Inoltre, sullo schermo tornerà il nome del capitolo, ora un comando, quasi una richiesta, o ancora un pensiero della protagonista che si forza a lasciare indietro ciò che deve.

Colori

Calore, felicità. Forse anche “novità”. Il giallo è sicuramente il colore principale di Florence. Nelle tinte tra il bluastro e il grigio della città, è una scia di note gialle che guida la nostra protagonista verso il primo incontro con Krish. In questa sequenza dal sapore un po’ magico, la sciarpa di lei e il violoncello di lui sono anche gialli. L’assenza di colori, in modo forse non sorprendente ma comunque efficace, simboleggia uno stato d’animo spento, che non riesce a trovare un raggio di luce.

La forza di questo titolo è come non si focalizzi sulla “semplice” storia d’amore (di cui vediamo diversi aspetti, la quotidianità che diviene routine). Il focus è su Florence, e su come, oltre il dolore, troverà la forza per rialzarsi. Quando una relazione finisce, tra strepiti ed incomprensioni, un modo per andare avanti può essere portare con sé gli elementi positivi, e lasciare indietro il resto.

Ed è proprio con un regalo quasi dimenticato che Florence dà un’altra possibilità a se stessa, re-imparando a conoscersi, riportando i colori nella propria vita, trovando un lavoro che le permetta di esprimersi artisticamente . Non è tanto importante se sia in una relazione o no: un giorno, se ne sentirà il bisogno e incontrerà la persona giusta, potrà pensarci. Nel frattempo, guarderà con ottimismo verso il futuro, affrontando una sfida dopo l’altra.

Oltre all’aver ovviamente rigiocato il titolo, fonti dell’articolo sono dei pezzi che troverete qui e qui. Per ulteriori news, approfondimenti e recensioni, continuate a seguirci sul sito di Cinewriting e sui nostri social Facebook , Instagram e Twitter!

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