Come annunciato nel Direct Mini pubblicato oggi, sul Nintendo eShop è disponibile la demo di Hyrule Warriors L’era della calamità. Questo gioco, sviluppato da Koei Tecmo, inietta la formula dei Dynasty Warriors nella saga di Zelda. Tuttavia, mentre il predecessore, Hyrule Warriors (2014), offriva personaggi da vari capitoli della saga, in questo caso ci troviamo di fronte ad un prequel di The Legend of Zelda Breath of the Wild. La demo include il primo capitolo, qui le impressioni dalle due missioni iniziali! Buona lettura! (Nota: tutti gli screen sono stati catturati in modalità portatile e docked direttamente su Nintendo Switch)

Come premessa, essendo questo titolo ambientato temporalmente 100 anni prima di Zelda Breath of the Wild, l’articolo può contenere degli spoiler per chi non ha giocato a questo capitolo della saga principale! (e se volete leggerne al riguardo, lo abbiamo trattato tempo fa su queste pagine virtuali)

C’era… o ci sarà una volta?

La demo comincia con un filmato introduttivo che ci mostra gli attimi in cui la Calamità che si abbatté su Hyrule, devastandola. Un piccolo Guardiano (tra i nemici più terribili di Breath of the Wild) viene risvegliato dal potere di Zelda, e attraverso un misterioso portale, viaggia indietro nel tempo, per salvare il futuro.

Il piccolo Guardiano, cruciale per la trama, è un misto tra R2-D2 e BB-8, con annessi tenerissimi effetti sonori.

Pochi istanti dopo, i cieli di Hyrule non sono più plumbei, e l’aria non è più malsana, ma soffiano venti di guerra. Il Re di Hyrule invia le proprie truppe a confrontarsi con dei plotoni di Boblin, per impedire che attacchino il castello. Tra l’esercito, armato della sua fidata spada, figura Link. I primi momenti sono dedicati ad un tutorial che illustra le basi delle battaglie. Vediamole assieme!

Il sistema di combattimento

Il fulcro del gameplay sono ovviamente gli scontri. In piena tradizione Musou/Warriors, ci troveremo ad affrontare orde su orde di nemici, da affettare e sconfiggere utilizzando combo di attacchi leggeri e pesanti, special e strumenti, e sono anche presenti oggetti consumabili. In particolare è interessante come sono stati integrati i quattro artefatti della Tavoletta Sheikah, attivata dopo l’incontro tra Link e il piccolo Guardiano proveniente dal futuro con Impa.

Esplosioni e nemici lanciati in aria sono all’ordine del giorno.

Gli effetti di questi oggetti sono gli stessi di Breath of the Wild, quindi potremo lanciare bombe, bloccare momentaneamente il tempo di alcuni nemici, attirare oggetti col Kalamitron e costruire piccole piattaforme di ghiaccio, ma in modo più coreografico e spettacolare. Tra i vari usi, ad esempio le bombe saranno essenziali per affrontare nemici che si difendono, o i blocchi di ghiaccio metteranno in difficoltà nemici in acqua.

Gli obiettivi sulla mappa solitamente includono conquistare dei fortini eliminando i nemici che li hanno occupati, e soprattutto sconfiggere dei boss. Se gli avversari di base sono carne da cannone, ovviamente i nemici elite risultano essere più coriacei, e andranno affrontati con attenzione.

I personaggi

Nelle missioni che ho testato, ho potuto provare in primis Link. È stata questione di poco abituarsi al suo moveset, decisamente classico, ma con mosse simpatiche come la scivolata sullo scudo per falcidiare nemici. È poi toccato ad Impa. Il controllo dei personaggi disponibili è possibile col tocco di un tasto, ed è possibile inviare quelli controllati dalla CPU in altri luoghi della mappa attraverso degli ordini.

La giovane Sheikah Impa, attraverso dei simboli, può assorbire forza in battaglia, per poi scatenare delle copie illusorie che la assistono nelle combo.

Nella seconda missione, è scesa in campo direttamente Zelda, e ho trovato molto intrigante il suo moveset. Non essendo addestrata per la battaglia, oltre ad avere a disposizione gli strumenti della tavoletta Sheikah come gli altri, li include nelle proprie combo, potendone controllare anche l’interazione con i nemici.

A livello di controlli, i grilletti sono fondamentali per accedere ad attacchi speciali, parate e oggetti. Indubbiamente, il tasto che sarà premuto più spesso sarà Y, accompagnato da X, che darà vita a varie combo.

La struttura di gioco si articola in missioni, che garantiranno esperienza ed equipaggiamenti ai personaggi: ogni attività sarà accessibile da una mappa del mondo. Come piccolo piacevole extra, è possibile riascoltare i brani della colonna sonora dai menu, tramite un player.

Il castello di Hyrule nei suoi giorni più prosperi.

Calamità tecniche?

Sotto il profilo tecnico, inizialmente ho provato la demo in modalità handheld. Qui il titolo manifesta una risoluzione non proprio ottimale, e anche se mediamente stabile, un po’ fatica quando ci sono diversi personaggi a schermo. A metà della prima missione, ho voluto switchare in modalità docked. In questo modo, il gioco risulta più godibile e fluido, con un’esperienza migliore.

Come influirà la conoscenza del futuro su questo universo? Avremo a che fare con una nuova realtà alternativa, o tutto si ricollegherà interamente a Breath of the Wild?

In conclusione…

La formula dei Musou può risultare ridondante, ma tra le frecce al suo arco questo Hyrule Warriors Age of Calamity ha secondo me il setting di Breath of the Wild, estremamente affascinante. Ovviamente l’esplorazione esiste solo in virtù del combattimento, ma vedere volti noti o in una nuova veste, o paesaggi, suoni e meccaniche familiari è un forteincentivo a provare il titolo. Che sia attraverso filmati, dialoghi in-game o parti narrate, non mi stancherei mai di scoprire nuove sfaccettature di questo particolare angolo dell’universo di Zelda.

Hyrule Warriors L’era della calamità sarà pubblicato il 20 novembre su Nintendo Switch. Per ulteriori news, recensioni e approfondimenti, continuate a seguirci su Cinewriting!

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