Indie sotto i riflettori: Backbone

Una Vancouver distopica dalle ambientazioni profondamente Noir.
Una metropoli abitata da animali antropomorfi.
Un detective che ha in mano un caso molto più grande di quello che sembra.
L’atmosfera che è in grado di creare Backbone è a dir poco sbalorditiva, l’uso delle luci è davvero magistrale e dona una nota unica ad una storia che sono sicuro ci lascerà incollati allo schermo fino alla fine.


Cos’è Backbone?


È un’avventura cinematica in pixel-art con elementi stealth e di azione, dove vestiremo i panni di Howard Lotor, investigatore privato dalle sembianze di procione.
Interrogare i testimoni, attraversare fasi stealth e risolvere casi sono i principali motori di gioco. Non mancheranno anche fasi action leggere che spezzeranno il ritmo creando un giusto equilibrio tra un gameplay dinamico e uno più riflessivo.
Dopo aver provato la Demo di gioco disponibile su Steam, sono rimasto ammaliato dalla capacità degli autori di creare dialoghi interessanti e caratterizzanti. Questi saranno inoltre personalizzabili a seconda del tipo di approccio prescelto. La scrittura delle conversazioni è estremamente naturale e seguirà un flow credibile e intrigante, sicuramente meritevole di una lode.


Un Mix Speciale

Da amante degli Indie quale sono, mi ha colpito la consapevolezza degli autori di poter sperimentare un mix intelligente di generi, mai visto prima. Parliamone: una fusione stilistica tra genere Noir investigativo, classici distopici e animali antropomorfi come protagonisti, il tutto realizzato in pixel-art, è un’idea fuori di testa!

Seppure l’esperienza di gioco sia stata limitata ad un frangente di quello che sarà Backbone, provarlo mi ha scatenato un’emozione che non provavo da tempo. Il desiderio furioso di reimmergermi al più presto in quell’universo stravagante.

L’immersività è assoluta: i personaggi, i dialoghi e le atmosfere sembrano essere un tutt’uno. Backbone è un film che ti da libertà espressiva, è come osservare una pellicola che non hai mai visto ma del quale sei il protagonista. 

Indizi e sospetti

Avremo diverse piste da seguire per risolvere il caso, tutte ci condurranno a parlare con personaggi pittoreschi, la gran parte mossi solo da interessi personali. Ottenere quello che vogliamo non sarà affatto facile: Lotor avrà più nemici che amici e spetterà a noi trovare la chiave giusta per convincerli a collaborare!

Gli indizi non sono certo serviti su un piatto d’argento, in molti casi dovremo unire noi i pezzi del puzzle, risolvendo degli enigmi che ci aiuteranno a procedere lungo il nostro percorso. Anche gli enigmi vengono posti al momento giusto e spezzano il gameplay in modo perfetto, lasciandoti in completa suspense. In generale il gioco sembra sfruttare tutte le potenzialità del genere senza snaturarlo.


Non dirò niente sulla trama attualmente conosciuta di Backbone proprio perchè rappresenta uno dei punti focali del videogioco e voglio preservare la vostra curiosità al riguardo. Più di tutto perché vorrei farvi innamorare, così come mi sono innamorato io, della Vancouver Noir, così apparentemente fredda eppure pulsante di vita che gli autori hanno costruito. L’iperbole così sensazionalmente realistica di una città in cui convivono la corruzione, scheletri nell’armadio troppo grandi da nascondere e la miseria che sembra strisciare tra i vicoli a un passo dalla ricchezza. In pochi scenari gli autori sono riusciti a creare un manifesto di stile veramente unico nel suo genere.

Inutile dire che sono entusiasta per questo titolo e non vedo l’ora che esca la versione integrale, consiglio caldamente a tutti di recuperare la demo se ancora non l’avete fatto.
Ricordiamo inoltre che il titolo è previsto in uscita nel 2021.
Gli Indie si stanno spingendo verso confini sempre più sperimentali, interessanti e inesplorati, sono sicuro che Backbone ne sarà un ennesimo esempio.

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