I server Capcom colpiti da un attacco ransomware

Stavo scorrendo la timeline di Twitter, quando ho visto questo tweet di Daniel Ahmad. Un gruppo ha ottenuto senza autorizzazione l’accesso al network interno di Capcom, con un attacco ransomware, e poi ha distribuito online i dati raccolti illegalmente. Inoltre, è stato chiesto un riscatto dai responsabili. Si tratta di informazioni personali, confidenziali, report di vendita, e sì, anche leak di videogiochi e progetti.

Questo link riporta il tipo di dati sottratti. Se ve lo state chiedendo, no, non troverete il contenuto in questo articolo. Si tratta di una vicenda piuttosto seria, e per nulla piacevole. Sembra bello poter sapere in anteprima qualcosa su un prossimo gioco, ma stiamo parlando di un leak di natura criminale che sta causando molti problemi alla Capcom.

L’opinione di GajinHunter

Nel riportare questa notizia, mi trovo d’accordo con la posizione di GajinHunter, @aevanko su Twitter, noto creator content specializzato in Monster Hunter. Qui il link al suo twitlonger in cui discute la vicenda, di cui riporto di seguito un estratto, da me tradotto.

“Sembra che siamo ad un altro punto in cui forse la differenza tra qualcuno che lavora nell’industria del gaming e qualcuno che non fa parte di questo mondo lavorativo causa una prospettiva molto diversa riguardo un argomento.(…) Si tratta del caso più perverso di furto di dati a memoria di developer. Dovrebbe destare disgusto, e farvi provare compassione per le persone che lavorano per la Capcom. Ci sono persone che metteranno le mani su documenti relativi ai giochi che sono stati rubati dal gruppo (di hacker) e lo condivideranno sui forum e social, e personalmente credo sia sbagliato.

Qualcuno entra di soppiatto nell’ufficio dove lavorano le persone che creano i giochi che amate. Rubano i loro materiali, tentano di estorcer loro soldi, poi ve ne danno una copia. Pensate sia giusto (…)? Pensi sia giusto condividerlo perché non lo hai rubato tu? (…) Eticamente, è sbagliato.

Sono un grande fan della Capcom, dei loro titoli e delle persone che vi lavorano. La cosa peggiore che può accadere quando uno sviluppatore dedica anni di vita per creare prodotti è che quel materiale sia rubato o leakato. Dovrebbe essere abbastanza per metter da parte il proprio lato da gamer che è affascinato nel vedere cosa contengono i materiali rubati, e decidere attivamente di non condividere cosa incontri, di non discuterne e rendere il danno del furto peggiore. Credo sia senso comune. Questo non si applica solo a Capcom, non mi sentirei nel giusto nel farlo con qualsiasi game developer. Ho lavorato con molte persone nell’industria e so che non sono solo corporazioni, questi sono team di persone come voi e me. Questo evento non “Li aiuterà comunque viste le reazioni positive al materiale”, è straziante per loro vedere il proprio duro lavoro strappato dalle mani e diffuso troppo presto, nel modo sbagliato e non nelle modalità che avevano previsto.

(…) Amo quest’industria, e mi rifiuto di pensare che sia ok quel che sta accadendo. Questo non è un leak accidentale, come un video postato live troppo presto su Youtube, o qualche parola di troppo sfuggita. Questo è furto. Una volta che lavori con persone dell’industria e sai quanta passione e tempo impiegano in questo lavoro, capirai che un attacco contro di loro è un attacco a tutti noi. Non va bene.

Gajinhunter

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