League of Legends Wild Rift: le prime impressioni.

Il mondo degli eSports vede nei MOBA, ovvero i Multiplayer Online Battle Arena, alcuni degli eventi più seguiti. Probabilmente avrete sentito parlare di League of Legends, forse il titolo di questo genere di maggior successo.

Negli anni, Riot Games, casa di sviluppo, ha costruito una IP di grande peso, con personaggi apparsi in video musicali, fumetti, prossimamente serie animate. Tuttavia, il mondo mobile non era stato ancora toccato dalla loro creatura più famosa (avevamo avuto giusto qualche breve incursione, come ad esempio Blitzcrank’s Poro Roundup)

Negli anni, su mobile ho provato Vainglory, che si basava inizialmente su scontri 3v3, e brevemente Arena of Valor. Finalmente, nel 2020 abbiamo una versione per queste piattaforme, per l’occasione rinominata Wild Rift. Vediamo qui di seguito le prime impressioni da questa nuova avventura portatile, disponibile da ieri come beta pubblica su dispositivi mobile! La mia prova è stata effettuata su Huawei P30 Pro, e si è rivelata fluida e senza rallentamenti.

You really got me

Prendo in prestito per questo paragrafo il titolo del video musicale di presentazione di questa iterazione mobile di League of Legends. Potete vederlo di seguito.

Ambasciatrice del video è Jinx, uno dei personaggi più amati, ispirata ad Harley Quinn nei modi, ed equipaggiata con un arsenale nucleare. Nel video, la vediamo mentre sottrae alla noia personaggi come Lux, Yasuo, Blitzcrank, e li riporta nel vivo della battaglia, sulla Landa!

Wild Rift comincia con un esaustivo tutorial, che insegna le basi del titolo. Si gioca su una mappa con due basi, partendo da una per conquistare quella avversaria. Nel mezzo, torri, minion, una giungla e ovviamente la squadra nemica! A disposizione ci sono diversi campioni tra cui scegliere, tra quelli gratuiti a rotazione, e regalati tramite level up e missioni.

Per chi comincia da zero, serviranno probabilmente delle partite contro l’IA per abituarsi ai diversi meccanismi di League of Legends, ma Wild Rift cerca di snellirli per rendere l’esperienza quanto più fluida possibile. I personaggi, detti campioni salgono di livello apprendendo abilità, e acquistano oggetti, diventando progressivamente più devastanti. Esistono diversi ruoli, e regole non scritte da apprendere partita dopo partita (nei successivi paragrafi, un approfondimento sui campioni)

In primis, le partite durano meno tempo rispetto al gioco originale. Attualmente, il timer dei match a cui ho partecipato ha raggiunto al massimo i venti minuti, e si trattava di late game, con personaggi potenziati. La progressione è velocizzata anche con i minion che quasi da subito entrano in campo, oro ricevuto anche senza colpire i minion, e mosse supreme sbloccate prima. Questi elementi concorrono a semplificare e snellire le partite, cercando di ricreare come possibile il cuore del gioco. Entrare in partita è questione di pochi tap, e tramite i segnali da trascinare sulla mappa, la comunicazione non è male.

Il sistema di controllo

Trattandosi di un titolo per dispositivi touch, l’interfaccia è fondamentale. In partita, il tocco andrà utilizzato per ogni azione di gioco. Il movimento è gestito tramite una piccola levetta virtuale a sinistra, mentre a destra abbiamo le skill. Su PC, sono fondamentali riflessi ed azioni fulminee per ribaltare le sorti di uno scontro 1v1 o di una battaglia di squadra. Questa precisione in Wild Rift deve fare i conti col sistema di controllo.

Ad esempio, per quanto riguarda l’animazione di autoattacco (necessaria per farmare i minion, ma soprattutto per i campioni che infliggono danni fisici senza usare molte skill), Riot ha cercato una soluzione con dei pulsanti per selezionare in automatico torri, minion o il campione nemico più vicino e con meno salute. È anche disponibile un’opzione per selezionare tramite icone il bersaglio, o “trascinando” l’attacco automatico sul bersaglio. Personalmente, non mi ha convinto più di tanto, e nei team fight rende la vita particolarmente difficile per i carry fisici, secondo me.

La situazione migliora per i campioni che utilizzano abilità e skill: è possibile tappare velocemente le icone per selezionare in automatico il bersaglio più vicino oppure, opzione secondo me migliore e che regala soddisfazioni, cercare di indirizzare l’attacco manualmente, cercando di prevedere i movimenti dell’avversario. Allenandosi, è possibile velocizzare l’esecuzione di tecniche, ed è normale che le prime partite saranno più complesse.

Un esempio di fight con l’IA nella modalità allenamento

Metti lo swipe, togli lo swipe – la modalità allenamento

In soccorso dei giocatori viene proprio una modalità Allenamento a mio avviso realizzata molto bene. Potremo accedervi grazie ad un’icona nella schermata di ogni personaggio. Bastano pochi secondi, si è portati in una partita in cui potremo aumentare istantaneamente di livello, rendere istantaneo il cooldown delle skill, e altre opzioni, per poter provare ogni personaggio in comodità. È anche possibile cambiare immediatamente campione, senza caricamenti. Questo permette di vedere ogni meccanica in un ambiente neutro, saggiare la potenza delle skill e altro, prima di un acquisto tramite risorse sudate.

Solo non si vedono i due leocorni

-Parliamo dei personaggi-

Come prevedibile, non tutti i campioni sono disponibili fin da subito, ma abbiamo diverse star ben conosciute, e man mano verranno aggiunti nuovi personaggi. Per il roster di lancio, Riot ha cercato di dare ad ogni ruolo almeno una decina di Campioni (contando anche che alcuni sono considerati “ibridi”). C’è Blitzcrank, con il suo grab. Vi, pronta ad assalire gli adc (Carry che infliggono danno fisico) con la sua suprema. Persino un’aggiunta recente come Seraphine. In Wild Rift, i modelli mi sono sembrati più belli che mai, esaltati nei menu da brevi animazioni 3D per le versioni di base e le skin. Un aspetto puramente estetico, ma che ho trovato molto carino.

Per quanto riguarda il gameplay, in generale mi sembra che siano stati scelti i campioni che più potessero adattarsi al sistema di controllo di Wild Rift, per iniziare. Non mancano però personaggi più “tecnici” come Yasuo, Zed e Lee Sin. In questi casi, li ho provati nella modalità pratica, e credo occorrerà allenamento per risultati apprezzabili, comunque imparagonabili ai tecnicismi su PC.

Niente trick ward jump di Lee Sin sin da subito, insomma. Anche perché il sistema di lumi/ward (oggetti che garantiscono visione alla squadra, da posizionare in punti strategici della mappa), assieme ad altri oggetti, è diverso dal titolo originale. Per ridurre la quantità di icone, gli oggetti con abilità attive sono stati trasformati in upgrade degli stivali (questi, nella forma base, garantiscono un breve boost alla velocità).

Senso di progressione

Una nota dolente per chi ha già esperienza con League of Legends: purtroppo, nessun progresso a livello di campioni, skin e loot può esser trasferito. Esiste una serie di missioni a disposizione collegando il proprio account Riot, che regalano campioni random, a scelta, e skin, ma il “salto” da un account avviato al nuovo Wild Rift non è indifferente. La raccolta di risorse sicuramente rallenterà dopo le missioni di benvenuto, ma tramite gli eventi, come l’attuale “Fratellanza Noxus” Riot cercherà di mantenere vivo l’interesse. Come nell’originale, è possibile spendere soldi reali per acquistare subito campioni, e comprare skin e cosmetici, ma nessun elemento di gameplay è dietro un paywall, e non ci sono meccaniche pay to win.

Considerazioni finali

Trovo che le partite giocate su questa landa portatile di Wild Rift siano state dinamiche e divertenti: tutto funziona, e bene, pur con dei compromessi a livello di precisione e meccaniche semplificate.

È impossibile avere la stessa esperienza della versione PC, e credo che il lavoro svolto finora sia buono. Spero che Riot Games possa continuare a migliorare questo titolo con patch e bilanciamenti, per renderlo sempre più ricco. Wild Rift è una versione lite di League of Legends che ne cattura l’essenza, limando certe meccaniche, con comandi appositi e rapide partite adatte alla dimensione mobile. Promosso.

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