Baldo The Guardian Owls – le prime impressioni sul gioco di Naps Team.

Probabilmente ben pochi giochi mi hanno fatto desiderare di avere un’arma come Baldo The Guardian Owls nella sua prima ora di gioco. Il record precedente nella mia personale storia videoludica lo aveva Dead Space 2, con i suoi primi venti e angoscianti minuti, nell’attesa di mettere le mani sulla Lama al Plasma. Nel gioco di Naps Team pubblicato il 27 agosto, la fase iniziale è un’introduzione piuttosto implacabile all’avventura, che mette in luce diversi elementi da limare. Il lancio è stato purtroppo interessato da problemi con le patch, come si può leggere dal profilo Twitter del team.

Su CineWriting avevamo trattato di Naps Team in questo speciale sugli studi italiani. In questo primo sguardo, voglio parlare della mia esperienza con Baldo dopo circa otto ore di gioco su Nintendo Switch, dopo averlo acquistato al day one, evidenziando cosa mi ha colpito, e quel che invece ha bisogno secondo me di ulteriore lavoro in quest’avventura fantasy basata su dungeon, enigmi ed esplorazione. Un avviso: per necessità, farò menzione di situazioni e luoghi, consiglio a chi desideri affrontare Baldo senza nessuna conoscenza pregressa di particolari meccaniche o informazioni di fermarsi qui. Buona lettura!

Sulle tracce dei Gufi

L’inizio è in medias res, lanciandoci immediatamente nel cuore dell’azione: controlliamo Baldo, un giovane del villaggio di Kidoge. Accompagnato dall’amica Luna, con cui si diverte ad esplorare e giocare, Baldo scopre dal nonno la leggenda del Galeone Perduto, una ricerca che ha ossessionato l’anziano per lungo tempo. Si tratta di un relitto che conterrebbe un tesoro in grado di portare al villaggio dei Gufi Guardiani.

In breve tempo, ci si ritrova a scorrazzare per campagne assieme a Luna, andando in cerca di avventure, e si entra in possesso di uno speciale strumento musicale che, come ocarine o bacchette del vento in altri giochi, possiede poteri magici. Baldo non impiega troppo per imbastire una trama classica che si nutre di profezie e prescelti, e a volte liquida abbastanza frettolosamente dei personaggi che magari si vorrebbe conoscer meglio.

Ciao Enore! Potevi presentarti un po’ prima, per aiutarmi contro quel boss…

Definirei l’impostazione di questo titolo come old school, per via della mancanza di tutorial e suggerimenti chiari (a meno che non si visiti la biblioteca di una certa città, ma sarà possibile solo più avanti); è presente un registro delle missioni che indica la zona in cui andare e una descrizione con delle informazioni, ma dimenticatevi puntatori da impostare, strade tracciate o simili. La parola d’ordine è esplorazione: nel bene e, purtroppo, nel male.

Ahr Ahr! All’assalto del primo dungeon

Questo è visibile già dal primo dungeon, abbastanza esteso, che mette alla prova i riflessi, la capacità di osservazione, ma soprattutto la pazienza. Come dicevo in apertura, non ho mai desiderato così tanto una spada come in quest’occasione, e l’impatto col Galeone è abbastanza brutale. Tra le assi di legno consumate dal tempo, si troveranno tentacoli mostruosi e topi, pronti ad assalirci senza pietà, letali quasi come la forza di gravità, che in alcuni casi porta a dover cercare strade alternative per dislivelli che in apparenza sembrano innocui.

In questa fase, indifesi, occorre arrangiarsi con quel che si trova, nella forma di vasi o teschi da lanciare per eliminare i nemici, per cercare di morire il meno possibile. La natura di trial & error diventa ancora più evidente una volta usciti dal villaggio, nell’affrontare lucertole umanoidi in grado eliminare il povero Baldo in un colpo. C’è soddisfazione nell’uscire vittoriosi da uno scontro? Decisamente sì, sarebbe sciocco negarlo, ma la sensazione è che le possibilità siano in proprio sfavore per i motivi sbagliati.

Inserire cori angelici (o imprecazioni)

Game over, progressi e ranocchi

Il Game Over non porta a chissà quali penalità, ma è una schermata che secondo me appare un po’ troppo di frequente, per via della difficoltà artificiale. Il muro da scavalcare è duro, e la tentazione di poggiare il controller c’è, ma nella testa parla anche un’altra vocina che spinge ad andare avanti, vuoi perché si vogliono incontrare nuovi personaggi, o scoprire le ambientazioni, rese con una grafica non dettagliatissima, almeno su Switch, ma che convince per lo stile interessante.

Ho letto sul web di bug (qui un thread su Steam) in grado di eliminare il file di salvataggio o alcuni progressi, se dovesse capitarmi probabilmente farei fare un volo ai joy-con, ma almeno finora non è accaduto nulla di simile nella mia partita. Senza giri di parole, è vero che sarà probabilmente possibile risolvere tutto con una patch, ma problemi simili non dovrebbero esserci in un titolo, e non dovrei vivere la mia partita con la paura di poter perdere parte di quel che ho sbloccato da un momento all’altro.

Purtroppo l’incontro con il misterioso Ranocchio, che ho apprezzato, è stato piagato da un bug, in questo caso una text box che non conteneva tutta la frase.

Sprazzi di luce

Nella mia prova, uno dei miei momenti preferiti è stato quando finalmente ho potuto esplorare per bene la città di Rodia, scoprendo un cimitero, una biblioteca, nomi e missioni di cui volevo sapere altro… la quantità di contenuti sembra corposa, a giudicare dalle dimensioni della mappa, e dell’inventario, il dubbio è quanto tutto questo sia stato limato, se abbia ricevuto una cura pari alla passione con cui si vede che il progetto è nato.

Il secondo dungeon principale, la villa di Maluna, ha proposto un mix di manipolazione degli ambienti e attivazione di interruttori, ma senza distaccarsi troppo dal design del precedente; mi auguro che per i prossimi siano introdotti ulteriori strumenti nell’arsenale di Baldo (come sembrerebbe dalla descrizione della missione Bomba dei Gufi).

Ecco il simpaticissimo e per nulla burbero Tero, custode del cimi-

Where do we go from here?

Una schermata della mappa.

Al momento, mi sono spinto fino alle Rocce Garudo, alle porte di un deserto, lasciandomi prendere dalla voglia di esplorare. Tramite alcune statue e una melodia appresa da Ranotto, spostarsi tra punti della mappa viene reso più semplice, anche se per attivare le piattaforme di teletrasporto trovo controintuitivo dover avere con sé delle sfere che si trovano randomicamente da nemici o tagliando l’erba. Si tratta di un altro piccolo dettaglio tra tanti, che però appesantiscono l’esperienza, privandola di un’immediatezza che secondo me avrebbe giovato in vari aspetti.

Per fare un ulteriore esempio, in una sezione occorrerà muoversi con circospezione per non essere individuati da alcune guardie: se ci si espone troppo, si verrà chiusi in una cella, da cui sarà possibile uscire facilmente. Peccato che, per tornare ad esplorare il luogo di interesse, la prima guardia che incontreremo guarderà in una direzione casuale, e lanciare vasi per attirarne l’attenzione verso un’altra zona del corridoio si conclude molte volte con l’essere scoperti. Il risultato? Su vari tentativi, riuscivo a passare quando la guardia era già girata in un modo che fosse favorevole per non essere individuati, strisciandole da un lato.

Ragni + oscurità = una combo letale

Pronti all’avventura? Non ancora…

Tirando le somme di questa mia prova iniziale, e per forza di cose parziale, su Nintendo Switch, il mio parere è che c’è del potenziale in Baldo, tra il senso di scoperta nel visitare Rodia per la prima volta o la soddisfazione di prendere la spada, o ancora il frangente in cui da lontano si ode una melodia che anticipa la presenza di un ranocchio canterino, ma per ora questi piacevoli momenti positivi vengono fortemente frenati da vari difetti, e un gameplay eccessivamente ostico.

La voglia di continuare c’è, e la mia speranza è che Naps Team possa supportare in tempi brevi il titolo con delle patch. Per il momento, consiglio a chi sia interessato al gioco di astenersi dall’acquisto, e tenere d’occhio il rilascio di ulteriori aggiornamenti che ne correggano le lacune.

Per ulteriori articoli, continuate ad esplorare CineWriting!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.