Un’avventura sabbiosa con Sable!

Sin dal 2018, Sable ha catturato l’attenzione di molte persone anche per la sua somiglianza con Zelda Breath of the Wild, titolo da cui ha preso una pesante ispirazione per la realizzazione. Un mondo desertico costruito da solo due sviluppatori che crea la curiosità di voler intraprendere il lungo viaggio attraverso le sconosciute lande di Midden per catturarne ogni più piccola informazione.

Il progetto dei team londinese Shedworks si presenta come un esperimento che parte da un’idea interessante come base, e che vede una buona opportunità di venire riconosciuto dal pubblico grazie al suo approdo sul Game Pass al day one.

Un deserto infinito

Come in Breath of the Wild, il mondo di gioco si apre al giocatore per essere esplorato ed apprezzato. Scalare le montagne, cambiare abbigliamento e collezionabili sparsi per tutta la superficie desertica. Non bisogna dimenticarsi che Sable e Zelda sono comunque due titoli molto diversi allo stesso tempo: mentre in BotW ci sarà un antico nemico da dover sconfiggere per salvare (di nuovo) la principessa Zelda, in Sable non c’è nulla di tutto questo.

Sable propone un viaggio spettacolare, dove le uniche informazioni a nostra conoscenza saranno parole incoraggianti a scoprire il mondo nella sua interezza. Per chi è abituato a seguire un indicatore, o comunque un obiettivo chiaro senza vagare inutilmente senza meta, potrebbe rinunciare ad inizio gioco alla sua avventura.

It’s time to climbaaaaaaaaaaaaaaaaaaah… *stud*

Nei panni di Sable, un ragazzo che ha appena raggiunto la maggiore età, ci imbarcheremo in un viaggio chiamato “The Gliding”. L’usanza dei popolani porta a mandare i giovani fuori dai confini del villaggio, per sperimentare il mondo ed apprendere il proprio posto in esso.

Per capirlo, ogni giovane deve guadagnare delle maschere che denotano una certa professione, ed alla fine del loro Gliding devono scegliere quale maschera, e quindi quale vocazione, legheranno il giovane per il resto della sua vita.

Per guadagnare le maschere, Sable dovrà completare alcuni compiti affidatogli dalle persone che incontra durante il suo viaggio, la cui ricompensa però è soltanto un distintivo di riconoscimento. Ogni compito è molto semplice, e solitamente si tratta di raccogliere oggetti. Una volta che otterremo tre distintivi della stessa classe, sarà possibile scambiarli con una maschera.

Ci tengo a dire che Sable è interamente basato sul fascino dell’esplorazione, quindi di non pensare ad una serie di missioni secondarie messe in fila per costruire il titolo. Tra una missione e l’altra, l’ambientazione è una continua scoperta, il paesaggio si dispiega come un tappeto, rivelando i dettagli man mano che ci si avvicina. La propria curiosità viene talvolta ricompensata con denaro, vestiti o skin per la nostra moto del deserto, oltre a scoprire particolari zone nascoste dove vivono i Chums, piccole creature che doneranno una maggiore resistenza.

Non è un deserto ma una spiaggia infinita!

Tralasciando la presenza di bug a dire mio problematici, come la scomparsa degli obiettivi missione, risolvibile solamente uscendo e rientrando nella partita, avrei voluto maggiore attenzione all’ambiente di gioco. Il paesaggio è l’attrazione principale, e con l’accompagnamento musicale in sottofondo è qualcosa di magnifico, ma ci sono state volte in cui, dopo aver superato una duna, ho sperato di vedere una città nascosta o un tempio da esplorare invece che solo altra sabbia.

All’inizio del gioco, la figura materna dice che il proprio Gliding può essere lungo o corto quanto vuoi. Ciò implica che non esiste un numero minimo di maschere da ottenere per finire il gioco, dato che già dopo aver ricevuto una sola maschera si potrà tornare a casa, scegliere l’unica maschera in nostro possesso e completare il proprio viaggio

Funzionalmente, questo significa che non c’è un numero fisso di maschere che dovete raccogliere prima di poter “finire” il gioco. Dopo averne guadagnata solo una, si può semplicemente tornare a casa, selezionare una maschera e completare il proprio Gliding.

Non mi sono concentrato troppo sull’acquisizione delle maschere, sapendo che potevo tornare a casa in qualsiasi momento, immaginando che ci sarebbe stato un punto in cui tutto il vagabondaggio mi avrebbe finalmente convinto a “finire” il gioco.

Si può sempre migliorare!

Bug e glitch che si incontrano lungo la strada, però, rendono il titolo meno apprezzabile. In Sable purtroppo c’è di tutto, dai glitch visivi come oggetti che volano in giro o le compenetrazioni del personaggio durante le scalate. Tutti piccoli errori che andando a sommarsi rovinano l’esperienza di gioco mentre si naviga.

Dall’altra parte, ci sono anche problemi che hanno conseguenze più gravi. Impossibile completare una missione perché l’oggetto di un vendor non compariva nella lista alla moto diventata improvvisamente invisibile. La maggior parte dei problemi sono stati risolti uscendo e rientrando in partita, ma l’idea di un bug che potesse obbligarmi a rilanciare il titolo un’altra volta mi dava fastidio.

Nella maggior parte dei giochi, c’è un nemico da sconfiggere, dando quindi un obiettivo da soddisfare o una missione da completare. Sable non ha bisogno di essere completato. Questo potrebbe essere il motivo per cui i momenti migliori del gioco non accadono lungo qualche questline, ma sono vissuti solo attraverso l’esplorazione dell’ambiente circostante. Insieme allo stile artistico particolare rendono il titolo una buona compagnia. Unica pecca su cui lavorare è la numerosa presenza dei bug, che lo rendono purtroppo meno apprezzabile.

Qui il sito ufficiale di Sable. Vuoi leggere altri articoli? Clicca qui!

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