Unpacking: ricomporre una vita, una scatola alla volta.

Oh, se solo traslocare potesse essere facile come in Unpacking, in punta di mouse! Nell’ultimo gioco pubblicato da Humble Games e sviluppato da WitchBeam, ci viene data la possibilità di vivere una parte di un trasloco, nello specifico quella finale: il nostro compito sarà sistemare in tutta calma gli oggetti nella loro nuova sede, districandoci nello spazio a disposizione. Con un click, si apre una scatola, e man mano se ne sposta il contenuto trascinandolo in un luogo opportuno, e che ci piace. La procedura va ripetuta fino ad eliminare ogni ingombro nella stanza, superando il “livello”.

Ma quanto è bellino il letto a soppalco?

Quel peluche che quasi sembra Spyro starà magnificamente sul letto, vero? O ancora, quale ordine daremo alla collezione di videogiochi, o ai pennarelli sulla scrivania? Si tratta di varie piccole scelte da compiere entro alcuni limiti (niente Gameboy Advance nel bagno, mi spiace), dettati dalla logica, ma anche perché quel trasloco non è propriamente il nostro. È il momento di parlare della componente narrativa di Unpacking.

Oggetti che parlano

La nostra mano virtuale è quella di una protagonista che non vedremo mai direttamente, ma di cui potremo esplorare la vita lungo più traslochi. Nel corso del tempo, quali oggetti diventeranno suoi compagni fidati? A quali peluche avrà rinunciato, e in che condizioni saranno quelli rimasti?

Nel rilassante gameplay di Unpacking, senza punteggi o sfide, accentuato da una colonna sonora che è presente con discrezione, in punta di piedi, sorgono naturalmente domande sulla persona di cui stiamo spacchettando la vita. Troveremo qualche risposta in un’attenta osservazione del contenuto delle scatole: quali film apprezza? E giochi? In cosa crede? Ha vissuto momenti di difficoltà? Cosa sogna di fare, in futuro?

Qualcuno qui è fan di Metroid…

Qualche indizio lo troveremo anche zoomando negli ambienti, facendo attenzione a posizioni ritenute “sbagliate” per un oggetto, o ci verranno date alla conclusione di ogni quadro, dove una foto del trasloco sarà accompagnata da un commento (diverso per ogni stanza). Altre risposte saranno frutto di speculazione. Possiamo immaginare il motivo per cui alcune passioni sono rimaste tali, o sono state abbandonate, ma il gioco non ci fornirà un quadro “completo” (e va bene così).

Avevo detto nessuno stress o sfida? Mentivo, gli asciugamani sono il boss finale, occupano una marea di spazio, maledetti. (Non giudicatemi per la carta igienica accumulata sul WC)

Strike a pose

A proposito di foto, potremo anche documentare le nostre scelte per le stanze: abbiamo deciso di accumulare i piccoli peluche di pulcini in uno spazio solo? Crediamo che la disposizione dei magneti sul frigo sia degna di un’opera d’arte? Avremo a disposizione una modalità apposita per immortalare le stanze, aggiungendo filtri, o sticker ottenuti avanzando nei livelli o eseguendo azioni particolari.

In conclusione…

La semplicità e la vicinanza con la realtà sono il punto forte di Unpacking, perché in quelle scatole potremmo forse rivivere un pezzetto della nostra esperienza, ragionando su quel che abbiamo portato con noi nella vita, quando siamo passati ad una nuova fase, e che significato vi attribuiamo.

Unpacking non vuole offrire una storia roboante, anzi, si tratta di piccoli frammenti di vita quotidiana, semplici e comuni. A mio avviso il gameplay, oltre alla sfida di trovare l’angolo giusto per ogni oggetto, offre la possibilità di riflettere sugli spazi che occupiamo, e viviamo. Un ragionamento a mio avviso stimolato, con differenti modalità , anche in titoli come Florence (ne ho parlato in questo articolo) e Behind Every Great One (di cui parlai nella recensione di Essays on Empathy), di cui consiglio la prova se avete apprezzato Unpacking, e volete provare una differente prospettiva su storie quotidiane vissute attraverso la lente del videogioco.

Qui il sito ufficiale di Unpacking (che è disponibile per PC, Switch, e Xbox, anche su Game Pass). Volete leggere altri articoli? Continuate a navigare su CineWriting!

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