Ricordate Pandora? – Aspettando Tiny Tina’s Wonderlands

“Così… vorresti sentire una storia? Una sui cacciatori di tesori? Haha allora ne so una bella. Pandora… Questa è la nostra casa. Ma non credere che sia un pianeta governato da pace e amore. Dicono che sia una terra desolata, pericolosa; e che solo un pazzo cercherebbe qualcosa di valore qui. E forse io sono un pazzo. Ma non farti ingannare dall’aspetto di Pandora. Si narra una leggenda… molte persone la conoscono. La leggenda della Cripta. Mio padre ha parlato di una vita intera della Cripta, persino in punto di morte. Tecnologia aliena avanzata. Ricchezza infinita. Fama. Potere. Donne. Capirai quindi come queste leggende possano influenzare i ragazzini, che da adulti si metteranno a cercare la Cripta. Beh, so una storia incredibile, ma ti posso giurare che è vera! La Cripta esiste! Ed è qui su Pandora. E un… chiamiamolo angelo custode è apparso per guidare alla Cripta i suoi cercatori. La storia inizia proprio qui su Pandora con i valorosi cercatori della Cripta, l’angelo custode e cosa più importante, me…”

cit. Marcus

Sono queste le parole che ci introducono al primo capitolo di una serie magnifica. A parlarci è Marcus Kinkaid, uno dei personaggi secondari più importanti e narratore del titolo. Il venditore di armi è colui che ci porterà a bordo del suo bus fino alla desertica Fyrestone, dove compiremo la scelta di chi impersonare in questa avventura.

In attesa dell’uscita del nuovo capitolo di Borderlands, Tiny Tina’s Wonderland, abbiamo pensato a quattro episodi per rispolverare i capitoli di questa serie, ancora attuale nonostante l’età. Cominciamo!

Starter di regione

Con un rapido filmatino, ci vengono presentati i quattro personaggi giocanti in tutta la loro figaggine e sfrontatezza. Sangue, proiettili, urla e dolore saranno all’ordine del giorno con ognuno di questi cacciatori.

Il primo a presentarsi roteando la sua spada è Mordecai, detto Il Cacciatore. Calmo e calcolatore, è addestrato all’uso di armi a lunga distanza, pistole, revolver e nel bere alcolici a non finire. Come animaletto da compagnia ha Bloodwing, un grosso uccello che si ciba di una cosa sola: i suoi nemici.

Sexy quanto pericolosa, la seconda a presentarsi è Lilith, la Sirena. Capelli corti rossi e tatuaggi sulla parte sinistra del corpo, è in grado di usare poteri mistici per diventare invisibile o per far esplodere chi non le aggrada. Perfetta per le armi elementali, ha una taglia di 1 miliardo di dollari… così dice il suo manifesto, in cui non è raffigurato il suo viso ma il suo seno.

Fedele e pronto all’azione, ma che non approva chi rompe le regole, è Roland. Detto anche Il Soldato, un uomo di colore molto serio ma giusto nei suoi ideali. Divenne un cacciatore della Cripta dopo aver abbandonato la sua vita militare, diventando così il leader di questo gruppo di scappati di casa. Può evocare una torretta con cui “salutare” i nemici.

Ultimo, ma non per importanza, abbiamo il colosso di muscoli e nervi. Brick, anche detto… beh, Brick, è un uomo tutto muscoli e cicatrici, trofei di ogni sua lotta. Specializzato nelle armi per eccellenza, i suoi pugni, trae in inganno con il suo aspetto: è un amorevole amante degli animali.

Dopo aver scelto chi impersonare, Marcus ci farà scendere dal suo autobus nella polverosa Fyrestone. Un viaggio lungo ci attende, ma avremo una buona compagnia.

Welcome to the Arid Badlands

Grazie alla grafica nitida e stilizzata, un’icona per il titolo, Borderlands è ancora un piacere per gli occhi. Nonostante il framerate rischi di vacillare leggermente su scontri in larga scala, il resto del gioco scorre bene. I nemici rispondono logicamente ai colpi dei proiettili, barcollando o facendo scattare la testa se colpiti. Ambientazioni ben dettagliate accompagnano il viaggio pieno di armi diverse tra loro, anche se gli avversari presentano poche diversità tra loro.

Ma la cosa che più attrae di Borderlands è l’umorismo all’interno del titolo. Pochi sono i personaggi che compaiono più volte, ma sorprendono sempre con le loro parole senza peli sulla lingua. Tra questi troviamo la mascotte della saga, Claptrap! Un piccolo robot che ama ballare e prendersi gioco dei cacciatori con le sue battute pungenti.

Ciò diversifica Borderlands dagli altri action RPG, che a mio avviso perdono il loro splendore man mano che si prosegue nella campagna. Gearbox è riuscita a creare un gioco brillante e divertente. Un titolo FPS con una varietà di armi che incontra le meccaniche RPG attraverso un sistema di livelli ed alberi delle abilità. Logica la presenza della modalità cooperativa fino a quattro giocatori, capace di rendere un viaggio piacevole ancora più fantastico.

Volete leggere ulteriori articoli? Cliccate qui! Qui invece troverete il sito ufficiale di Borderlands.

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