Alwa’s Legacy: un mondo da salvare a suon di salti, spadate e backtracking

Available Platforms
Release Date

17 Giugno 2020 (8 Dicembre 2021 - PS4)

Developer

Elden Pixels

Publisher

Elden Pixels

Deals
€14,99
Alwa's Legacy è una lettera d'amore ai giochi del passato. Tra la musica e lo stile grafico in pixel art si nasconde un metroidvenia duro e appagante pensato per gli amanti dei videogiochi della vecchia guardia.

Alwa’s Legacy  è stato sviluppato da un piccolo team con un grande cuore

 

 

Di progetti indie interessanti in giro ce ne sono milioni e lo sappiamo bene tutti, di giochi in pixel art che strizzano l’occhio al passato anche. Di sviluppatori che siano perfettamente consci delle proprie abilità e del proprio potenziale e che siano in grado di creare un gioco compatto, solido e appagante invece non ce ne sono in giro molti. Alwa’s Legacy è un titolo che entra in tutte e tre le categorie e il sapere che è stato sviluppato da solo 4 persone non fa che esaltarne il valore.

 

 

 

Alwa’s Legacy è un metroidvania vecchio stile: tosto, bello da vedere e sotto alcuni aspetti di difficile lettura. E’ un gioco che va dritto al sodo mettendo le meccaniche di gameplay al centro di tutto il progetto. Questo potrebbe dividere i giocatori in chi adorerà i suoi puzzle basati sui riflessi e chi rimarrà amareggiato nella vana ricerca di una trama complessa e profonda. Alwa’s Legacy però, che vi piaccia o meno, con i suoi pregi ed i suoi difetti, è indubbiamente un ottimo gioco. Un titolo capace di fare tanto con pochissime meccaniche combinate tra loro in modo intelligente.

Se queste poche righe hanno catturato la vostra attenzione è sicuramente giunto per voi il momento di addentrarvi del mondo di Alwa. Scoprirete quanto è profonda la tana del Bianconiglio? La recensione è basata sulla versione PS4, che ho potuto giocare tramite codice review.

 

 

Una terra da salvare, una maga smemorata e un temibile presagio

 

 

In Alwa’s Legacy interpreteremo Zoe, una simpatica maga che si risveglia senza memoria nella terra di Alwa. Il destino di Zoe sembra essere già stato scritto per lei: un terribile mago vuole farla fuori, una saggia anziana le fa da mentore e una stupenda terra in pixel art non attende altro che una nuova eroina per farsi liberare dalle forze malvagie. Insomma, se non lo aveste compreso in autonomia, la storia raccontata in Alwa’s Legacy è di stampo estremamente classico. Il suo unico scopo è quello di contestualizzare il gameplay e di fare da background alle azioni della protagonista.

 

 

 

Durante il peregrinare per le terre di Alwa vi imbatterete comunque in personaggi singolari e divertenti, ma questi aggiungeranno molto poco alla componente narrativa del gioco. Va detto che questo non è un vero problema dato che il focus del gioco non si basa certamente sulla trama. Va segnalato che se state cercando un gioco con una narrazione pazzesca, colpi di scena e rivelazioni inaspettate, non è l’opera adatta. Alwa’s Legacy si attiene ad un canovaccio tradizionale e, come accade in moltissimi giochi del passato, lo usa in modo mai invasivo e centrale ma sempre e solo come contorno alle azioni del giocatore e alle situazioni in cui si imbatterà la simpatica protagonista.

 

 

 

Il blocco, la bolla e il fulmine: i “mattoncini” di Alwa’s Legacy

 

 

 

Come dicevo in apertura, ci troviamo di fronte ad un metroidvania di stampo molto classico. Si procede in una vasta e labirintica mappa, si combattono mostri cattivi e si sbloccano abilità e potenziamenti che vi permettono di superare ostacoli prima inaffrontabili. La cosa che mi ha affascinato di più di questo titolo però è la sua capacità di fare tanto con pochi e semplici “mattoncini”. Provo a spiegarmi meglio. Molte volte, durante il processo di design di un gioco, si aggiungono meccaniche, varianti e opzioni a dismisura per cercare di mantenere l’attenzione del giocatore sempre alta. Spesso questo però porta in realtà a commettere errori, a complicare il lavoro dei programmatori e soprattutto a mostrare che dietro al progetto non ci sia in realtà una linea di design forte e decisa.

 

 

 

Quello che succede in Alwa’s Legacy è l’esatto opposto. Nel gioco infatti sbloccheremo passo passo 3 abilità principali: potremo creare un cubo verde da poter spingere, generare una bolla d’aria su cui saltare e sparare un fulmine luminescente. Questi 3 semplici “mattoncini”, usati con inventiva e intelligenza, reggono da soli quasi 15 ore di gameplay senza mai annoiare il giocatore. Le idee e le strategie creative messe a schermo per usare al massimo queste meccaniche sono infatti tantissime e sempre diverse tra loro. Prima si usa il blocco per attivare gli interruttori, poi lo si tira in testa ai nemici, poi ci si salta sopra, infine lo si usa in combinazione con la bolla per saltare su sporgenze prima inaccessibili. Questi tre “mattoncini” inoltre possono essere potenziati grazie a dei collezionabili sparsi per la mappa diventando così utili anche in combattimento e per scopi prima inimmaginabili.

 

 

La campana, quella maledetta campana

 

 

 

Oltre a queste abilità principali sarà necessario anche raccogliere degli oggetti specifici capaci di fornire altre abilità alla nostra protagonista. Se il lavoro svolto riguardo la progressione delle meccaniche principali è pressoché impeccabile, la ricerca e l’utilizzo degli altri oggetti risulta un po’ lacunosa e inutilmente complessa. In diversi snodi del gioco infatti sarà necessario l’ottenimento di un oggetto specifico per poter procedere. Il problema è che il titolo non ci suggerisce in nessun modo che oggetto serva e come questo vada utilizzato. Questo porta purtroppo il giocatore a sprecare molto tempo per cercare di capire come e dove ottenerlo.

 

 

 

 

Ad aggravare la situazione poi ci sono due elementi. Per prima cosa la mappa presenta pochissime informazioni al giocatore. Non segnala oggetti importanti, presenza di ostacoli o di interruttori. Questo unito alla sua sua vastità, porterà spesso il giocatore di dimenticarsi completamente dove aveva visto un determinato punto di interesse. L’altro ostacolo ad una fruizione più fluida del gioco è il fatto che il giocatore, per spostarsi velocemente tra un checkpoint ed un altro, sarà costretto a sacrificare un cristallo verde. I cristalli si trovano in giro per la mappa e funzionano da veri e propri collezionabili. Questo vuol dire che non solo la mappa risulta di difficile comprensione e memorizzazione, ma risulta anche ardua da esplorare per coloro che non hanno cercato con costanza i cristalli.

Mentre sotto molti aspetti l’ispirarsi ai giochi del passato ha fornito una marcia in più ad Alwa’s Legacy, qui accade il contrario. Un po’ di modernità e delle informazioni visive in più avrebbero potuto alleggerire di molto delle fasi di gioco che invece si prolungano in una noiosa ricerca senza meta per la mappa di gioco.

 

 

 

8bit e pixel art

 

 

Sotto il punto di vista artistico invece ho poche critiche da fare. Alwa’s Legacy è bello da vedere e ancora più bello da ascoltare. I paesaggi in pixel art sono sempre ottimamente realizzati  e il design di alcuni personaggi è divertente e caricaturale. Sotto il punto di vista sonoro poi è stato fatto un ottimo lavoro. Ogni area della mappa presenta un suo tema musicale che, in un modo o nell’altro, vi ritroverete costretti a canticchiare dopo l’esplorazione di poche schermate.

 

 

 

Commento Finale

Alwa’s Legacy è un ottimo metroidvania. Il titolo, sviluppato da solo quattro persone, si è rivelato in grado di mettere in gioco poche meccaniche ma estremamente profonde e ben implementate. Queste generano un gameplay accattivante e capace di mettere alla prova il giocatore su più fronti, supportato da componenti sonore ed artistiche perfette per accompagnare l’azione di gioco. Peccato per alcune sbavature riguardanti lo sviluppo delle abilità della protagonista e la comprensione del mondo di gioco. Dettagli che in più momenti costringono il giocatore a vagare per la mappa alla ricerca di un oggetto preciso, senza alcun indizio su cosa sia.

 

Recensione a cura di Carlo Alberto Iocco.

Qui il sito ufficiale di Elden Pixels. Siete a caccia di altre recensioni? Proseguite qui!

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7.5

Good

Pros

  • Poche meccaniche ma ottimamente approfondite
  • Componente sonora e visiva affascinante
  • Sfidante al punto giusto

Cons

  • Mappa di difficile lettura e navigazione
  • Ottenimento delle abilità non lineare che vi farà chiedere più volte dove e cosa bisogna fare