Assassin's Creed Valhalla

Assassin’s Creed: Valhalla

Disponibile per
Data di uscita

12 novembre 2020

Team di sviluppo

Ubisoft Montreal

Publisher

Ubisoft

Offerte

L’arrivo di un nuovo Assassin’s Creed sugli scaffali dei negozi – che siano fisici o virtuali conta sempre meno – è sempre un grande evento, ma lo è a maggior ragione quest’anno, a ben due anni di distanza dal lancio del tanto affascinante quanto controverso Odyssey. Dopo ore e ore di gioco, è giunto il tempo di tirare le somme: sarà riuscita Ubisoft Montréal a far breccia nel nostro cuore videoludico?

Affilate le asce: stiamo per entrare nel mondo di violenza e avventura di Assassin’s Creed: Valhalla.

 

Una saga degna di essere raccontata

 

Ancora scottati dalle vicende solo potenzialmente intriganti raccontate in Odyssey, intraprendiamo il nostro viaggio nel cuore di Assassin’s Creed: Valhalla per ritrovarci immersi in un mondo di spade sguainate e intrighi che ci avvolge sin dalle primissime battute della narrazione. È un notevole piano sequenza ad introdurre il trauma che guida la lama di Eivor, guerriero tanto possente quanto complesso in cerca di un proprio posto nell’ordine del mondo e diviso tra la gloria terrena e quella mitica, sperata della morte onorevole che lo condurrà al Valhalla. Per la prima volta da lungo tempo – forse dai tempi dell’Edward Kenway protagonista di Black Flag, per intenderci – la narrazione (guarda caso come in quel caso condotta dalla sceneggiatura di Darby McDevitt, già penna principale dietro alla chiusura del ciclo dedicato ad Ezio Auditore) risulta impreziosita da un protagonista dallo spessore psicologico e dal carisma notevoli.

Assassin's Creed Valhalla

Insomma, la sensazione è quella di ritrovarsi in un mondo narrativo coerente e architettato nel minimo dettaglio, non più vissuto attraverso gli occhi anonimi di un semplice avatar ricostruito dall’Animus ma di un memorabile testimone di un’epoca storica perduta assolutamente affascinante fatta di culture, popoli e visioni del mondo in netto contrasto tra loro. Nonostante un ritmo non proprio eccellente, l’epopea della main quest di Valhalla – costruita non più sulle usuali sequenze di ricordi ma su un sistema episodico a saghe, che si rifà appunto alle antiche narrazioni epiche norrene – risulta al termine delle numerose ore di gioco necessarie per giungere alla loro conclusione avvincente e appagante, sufficientemente varia nelle situazioni e contornata da quello che è probabilmente il world design migliore mai visto all’interno della saga.

 

Razziare per sopravvivere

 

Dopo aver scritto la storia del genere action-adventure nel corso delle due passate generazioni – con risultati a dire il vero piuttosto alterni -, la saga più celebre di Ubisoft ha introdotto a partire dal memorabile Assassin’s Creed: Origins del 2017 nuove meccaniche di gioco generando una spaccatura tale da rivoluzionarne radicalmente le suggestioni proposte dal brand orientandolo verso il gioco di ruolo puro. Sviluppate l’anno seguente in Odyssey, le opzioni di dialogo e l’importanza data al looting ed alla gestione del proprio inventario ed equipaggiamento sono state ancora una volta riviste in Assassin’s Creed: Valhalla e private di un maggiore peso strategico a favore dell’immediatezza.

Assassin's Creed Valhalla

Eivor possiede un ampio albero di abilità tra cui scegliere spendendo classici punti abilità acquisiti durante l’avventura e gli eventi secondari disseminati per il mondo di gioco, mentre le armi ed armature impiegate in battaglia contribuiranno all’accrescimento di un più generico ma allo stesso tempo appagante punteggio di “potere”, che va incrementando la nostra capacità di sostenere i numerosi scontri al centro del titolo. Dopo appena qualche ora di gioco l’armata vichinga del Clan del Corvo avrà la possibilità di guidare razzie dove all’azione pura (affrontabile il più delle volte quasi in un’ottica hack ‘n’ slash) si mescola un pizzico di necessità di pianificazione, mentre la ricerca e l’ottenimento dei materiali da costruzione durante gli stessi permette la perenne crescita e prosperità di Ravensthorpe, primo insediamento in terra inglese di Eivor e compagni.

Assassin's Creed Valhalla 2

A testimoniare la tridimensionalità di Eivor Morso di Lupo c’è, accanto alla libertà di scegliere il sesso del protagonista già vista nel capitolo precedente della serie, una sceneggiatura che può permettersi senza il minimo scivolone persino di far decidere allo stesso Animus il genere del protagonista a seconda della sezione di gioco che stiamo affrontando in modo coerente con lo sviluppo della trama, novità tutt’altro che secondaria. Purtroppo ancora una volta marginale resta il ruolo affidato negli eventi agli ordini degli Assassini e dei Templari, presenti sin dalle prime fasi di gioco ma per lo più relegati sullo sfondo di un affresco storico che avrebbe potuto tranquillamente incorporare in maniera ben più importante e impattante la questione regalandoci un punto di vista inedito arricchendo l’affascinante lore di Assassin’s Creed.

 

Terre di conquista

 

Dove l’elemento ruolistico del titolo si mette in mostra al meglio è sul campo della gestione attiva delle decisioni riguardanti il rapporto del Clan del Corvo con i territori scoperti e le popolazioni incontrate. Se ancora una volta l’esplorazione garantita dalle sconfinate mappe di gioco si dimostra di livello e degna di essere affrontata ripagando i giocatori con scorci di paesaggio magnifici e oggetti unici, il sistema di progressione di Valhalla permette di tracciare la rotta geopolica delle incursioni nei diversi casi attraverso la brutale lotta a viso scoperto o la ricerca di un’alleanza strategica in ottica del consolidamento del potere.

Assassin's Creed Valhalla

Se anche molte delle missioni secondarie proposte non brillano per originalità e trovate – sono comunque scongiurate la ripetitività di fondo e l’altissimo numero di quest’ultime vista in Odyssey -, le terre norvegesi e inglesi del gioco nascondono comunque una miriade di segreti e possibilità offerte alla crescita esponenziale e personale di Eivor regalando ai fan più accaniti dell’esplorazione sconfinate mappe percorribili in lungo e in largo che portano Valhalla a possedere una longevità davvero notevole; non mancano all’appello neppure buone sezioni di platforming da risolvere e occasioni per poter affrontare assalti e missioni in una modalità stealth – imperfetta, ma comunque presente – quasi scomparsa nelle ultime incarnazioni del brand Ubisoft.

 

Verso la gloria del Valhalla

Dotato di un combat system forte dell’introduzione di una barra della stamina à la soulslike e di un senso di sfida che alle difficoltà più alte si fa finalmente sentire, Valhalla è un giocone zeppo di contenuti imperdibile per gli appassionati dell’età vichinga e di storia più in generale; splendide sono a questo giro anche le numerose incursioni nel campo della mitologia, che spingerà i passi di Eivor sino alle mete più impreviste tra boss fight impossibili da dimenticare e un afflato epico che fa la differenza.

Assassin's Creed Valhalla

Insomma, siamo davanti al solito Assassin’s Creed? Sì e no. Se è indubbio che l’ultimo lavoro della casa di Montréal avrebbe potuto osare di più in termini di innovazione per quanto riguarda il gameplay, Valhalla resta un deciso passo in avanti verso la trasformazione della saga in una direzione più ragionata e ampia, il cui open world è tra i più belli in circolazione. Inevitabili i numerosi bug grafici e non capaci talvolta di minare l’esperienza di gioco – specie nelle fasi di battaglia più concitate – con la soglia dei 30 fps non mantenuta stabilmente su PS4 e Xbox One, come ovvio il titolo dimostra al massimo la propria potenza sulle neonate console di nuova generazione di casa Microsoft e Sony, viaggiando verso i 60 frame al secondo per un’esperienza di gioco che fa già ben sperare per quanto riguarda le soddisfazioni che ci regalerà quest’appena spalancata porta della nuova generazione del gaming.

 

Commento finale:

Assassin’s Creed: Valhalla è la summa del nuovo percorso intrapreso da Ubisoft con Origins e continuato con Odyssey; insomma, siamo davanti ad un titolo enorme, pieno zeppo di avventura e atmosfera capace di regalare ore di contenuti di alto livello. A fronte di una narrazione eccessivamente dilatata e diverse quest secondarie a nostro parere poco ispirate, la storia di Eivor porta alta la bandiera del celebre brand grazie a un/a protagonista carismatic* come non se ne vedano da tempo nella saga e un gameplay limato per fare la differenza e alzare (finalmente!) il livello della sfida alle difficoltà più elevate. Giocato al meglio sulle neonate console di nuova generazione, Valhalla si conferma un passo in avanti deciso verso un futuro roseo per l’epopea dedicata agli Assassini Ubisoft.

Decisamente promosso!

Recensione a cura di Fabio Mauro Angeli.

 

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8.5

Ottimo

Pro

  • Un open world immenso e dalla bellezza scolvolgente
  • Come si fa a non voler bene a Eivor?
  • Combat system rinnovato e sfida più alta degli standard della saga
  • Le vicende raccontate in Valhalla sono piuttosto interessanti e ben scritte...

Contro

  • ... peccato per la marginalità di Assassini/Templari e un ritmo della narrazione altalenante
  • Missioni secondarie talvolta aberranti e poco ispirate
  • Se speravate in qualcosa di profondamente nuovo per il brand, Valhalla non fa per voi!