Detroit: Become Human

Disponibile per
Data di uscita

25 maggio 2018

Team di sviluppo

Quantic Dream

Publisher

Sony

Offerte
€39,90
Detroit: Become Human ti affida il destino di umani e androidi, catapultandoti in un futuro non troppo lontano in cui le macchine sono più intelligenti dei loro creatori. Ogni scelta che fai influisce sul risultato del gioco, grazie a una delle trame ramificate più complesse mai create.

Detroit: Become Human

Chiunque abbia una particolare passione per le avventure cinematiche ha sicuramente sentito parlare di Detroit: Become Human. Il pluripremiato videogioco sviluppato da Quantic Dream, è ambientato in una Detroit distopica dove convivono umani e androidi. Sono evidenti le ispirazioni ai cult cinematografici di fantascienza quali Blade Runner e Ex-machina, dei quali riprende soprattutto i ritmi narrativi. Il contesto cyberpunk è sicuramente molto interessante, ma la particolarità che ha reso così celebre questa opera è la ramificazione della trama. Il sistema di diramazioni è infatti complesso e completo, questo rende l’evoluzione della storia controllabile fin dal principio, attraverso le nostre scelte.
Vivremo l’avventura attraverso i punti di vista di 3 androidi con “vite” e scopi totalmente differenti, tuttavia le loro scelte si intrecceranno perfettamente, influenzandosi l’una con l’altra. La quantità di variazioni della trama sono sicuramente sorprendenti, motivo per cui ho dovuto completare più di una run di gioco per capire a fondo alcuni aspetti del suo mondo.

 

Detroit
Detroit narra in maniera tutta sua gli aspetti socio – economici di una Detroit distopica, nel quale gli androidi svolgono un ruolo chiave.

 

DIVENTARE UMANI

Todd: “Course, Androids are so fuc*ing wonderfull… They never fail, they’re never tired, never sad… They are so fuc*ing perfect they’re ruining my fuc*ing life”

La perfezione degli androidi viene invidiata dagli uomini più fragili, che desidererebbero possedere lo stesso “superpotere”. La completezza di queste macchine trascende l’umano: sono fatte a loro immagine e somiglianza, ma prive di emozioni e debolezze. Gli androidi vengono creati con lo scopo di svolgere i lavori più umili che nessuno vuole più praticare, ma questo non fa che allargare la forbice della disuguaglianza. Ci troviamo davanti a una rivoluzione che ribalta il sistema e che porta le nuove tecnologie al centro delle proteste sociali.
Il convivere di umani e androidi genera naturalmente delle reazioni prevedibili: l’astio delle classi sociali meno abbienti risulta evidente fin dai primi scenari, i più fortunati invece, sembrano abusare di questa tecnologia.

L’uomo di Detroit riesce a esprimere la sua vera natura distruttiva e il suo forte bisogno di dominare. Gli androidi diventano lo strumento attraverso cui questa natura si scatena: così perfetti, superiori e umani eppure tenuti sotto controllo e sottomessi come schiavi. In un certo senso sono il catalizzatore della violenza brutale delle persone, che si sentono persino giustificate a trattarli in maniera bestiale perchè “sono solo macchine”.

Il vero dilemma morale arriva nel momento in cui le “macchine” cominciano improvvisamente a provare dei sentimenti, cambiando le carte in tavola.
Detroit: Become Human
è crudo e pone tacitamente una domanda al giocatore.
Che cosa distingue l’uomo da una macchina capace di provare emozioni?

Detroit: Become Human
Gli androidi sono macchine molto comuni a Detroit, per questo motivo incontreremo migliaia di modelli diversi sul nostro cammino.

 

COSA DISTINGUE UN UOMO DA UNA MACCHINA?

Le tre storie di Detroit: Become Human che andremo ad affrontare sono molto diverse tra loro e ci porteranno ad impersonare 3 androidi diversi: Markus, Kara e Connor.
Connor è un cacciatore di Devianti (gli androidi che hanno riscontrato anomalie nel loro sistema e cominciano a provare sentimenti). Si tratta di un prototipo studiato per scovare l’origine della devianza e riuscire ad arrestarla prima che sia troppo tardi.
Markus è un altro prototipo, che ha lo scopo di prendersi cura di Carl, un ricco artista arrivato al tramonto della sua vita. Markus è stato probabilmente regalato o venduto a Carl dal proprietario dell’azienda creatrice degli androidi, la Cyberlife, a seguito della trattativa per un’opera.
Kara invece è un androide che svolge principalmente lavori in casa, è stato comprato da Todd, un individuo violento che abusa di droghe, per badare alla pulizia della casa e alla figlia.

Come potete immaginare sono macchine molto diverse tra loro, quindi come faranno a intrecciarsi i loro destini? Vediamolo insieme…

Molto intrigante anche il design senza volto degli androidi.

 

MARKUS

Markus come ho già precedentemente detto, si prende cura dell’anziano Carl che non riesce più a provvedere a se stesso. La saggezza e l’apertura mentale del vecchio, spingono l’androide a pensare più come un individuo che come una macchina, arrivando a fargli sviluppare una propria coscienza. Non c’è da sorprendersi quindi se la vita con Carl risulti apparentemente più libera di quella di tutti gli altri androidi, il vecchio permetterà infatti la crescita di Markus facendolo esprimere con diverse forme artistiche. Nel gameplay potremo decidere quali attività svolgere e cosa dipingere: l’artista tenta di studiare il carattere dell’androide, vedendoci molto più di una semplice macchina.

A seguito di un’irruzione in casa, Markus chiamerà la polizia. Scopriremo poi che si tratta semplicemente del figlio che, bisognoso di denaro, ha fatto irruzione in casa per procurarsi quello di cui aveva bisogno. Il rampollo comincerà a spintonarci, provocarci e l’anziano ci intimerà di non rispondere alle violenze che stiamo subendo. Qualcosa scatta in Markus: un’instabilità del suo software generato dalla lotta della sua coscienza, che vorrebbe rispondere alle brutalità subite perchè ingiuste. Gli ordini impartiti da Carl tuttavia contrastano con la propria volontà e qui avverrà il “risveglio” di Markus. In questo momento viene sancito il rilascio delle emozioni dell’androide: attraverso la lotta contro gli ordini impartiti, diventerà finalmente libero dai suoi vincoli meccanici, trasformandosi in un deviante. Potremo scegliere se reagire con la violenza o scegliere l’approccio meno violento, in ogni caso una volta entrata in casa la polizia, l’androide si beccherà un proiettile in testa.

Guerra o Pace?

La storia di Markus comincia qui, in una discarica di androidi, un vero paradigma dell’inferno dove vedremo pile di “cadaveri” umanoidi e replicanti fatti a pezzi strisciare per terra in preda alle sofferenze. In questo marasma di pezzi meccanici, urla di dolore e disperazione, Markus riesce a trovare dei pezzi per sostituire le parti danneggiate e riceve le coordinate per raggiungere Jericho, il paradiso dove gli androidi possono vivere liberi dalla schiavitù degli esseri umani.

La risolutezza dell’androide gli permette di uscire dalla discarica con successo e dirigersi alla volta di Jericho. Il rifugio degli androidi non fa che rivelarsi un punto di ritrovo per tutti i devianti rimasti senza padroni: un piccolo raggruppamento di automi che sta aspettando di spegnersi in silenzio. Markus arriva quindi a prendere una decisione: con le buone o con le cattive riuscirà a far riconoscere i diritti degli androidi, diventati ormai a tutti gli effetti una nuova specie.

La storia a questo punto si dirama in modo netto. Potremo infatti decidere di fare la guerra agli uomini, oppure portare avanti una protesta pacifica con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica. In ogni caso gli androidi finiranno al centro delle attenzioni mediatiche e le nostre scelte decideranno il destino di tutta la nostra razza.

Inutile dire che ogni strada che decideremo di percorrere cambierà radicalmente la trama e il finale, da qui la libertà del giocatore sullo svolgimento è completa!

Detroit: Become Human
Gli androidi sono realizzati in maniera impressionante grazie all’uso di tecniche di fotogrammetria.

CONNOR

Connor è un robot affidato alla polizia di Detroit che ha lo scopo di seguire e risolvere tutti i casi legati alla devianza. Potremo decidere di seguire diversi metodi di indagine: analizzare ogni singolo indizio e sbloccare linee di dialogo altrimenti bloccate, oppure provare a risolvere le situazioni in direttissima. Il gameplay sarà completamente diverso da quello degli altri androidi e qui l’esplorazione e l’analisi dell’ambiente sarà essenziale per procedere con successo. Attraverso gli occhi di Connor si potrà intuire meglio cosa si intende per devianza: le emozioni che le macchine non dovrebbero poter provare sembrano invece manifestarsi con convinzione. La paura di venire distrutti, l’amore per un altro androide, l’empatia manifestata per un proprio simile o persino la ricerca della salvezza.

Molti androidi sembrano infatti aspettare l’arrivo di RA9, il salvatore degli androidi che li condurrà ad una vita libera dai vincoli di schiavitù. Questa figura non sembra però rappresentare un individuo in particolare: potrebbe trattarsi di una divinità, di un malfunzionamento del software, di uno degli androidi che stiamo manipolando, di un virus o persino del giocatore stesso, che dispone dei mezzi per poterli salvare.

Connor dovrà quindi decidere se combattere i devianti guidati da Markus o unirsi a loro dopo averli compresi e combattere per la libertà della sua razza.

Detroit: Become Human
Con Connor dovremo analizzare diverse scene del crimine, la raccolta di indizi e le nostre capacità di androide ci aiuteranno a ricostruire gli avvenimenti.

 

KARA

L’ultima storia riprende la fuga di Kara e Alice, la figlia di Todd. Quando sotto gli effetti delle droghe Todd scatta per malmenare la bambina, Kara può decidere di ribellarsi al suo programma e salvarla. L’alternativa è quella di fare una brutta fine e la narrazione di quest’ultimo androide si interromperà definitivamente.

In assoluto penso che la parte di Kara sia la più complicata perchè dovremo portare a termine ogni missione pensando non solo al proprio bene ma anche a quello della bambina. La trama si snocciola per far vedere altri aspetti della vita degli androidi devianti e tutti i pericoli del mondo esterno. Dovremo affrontare polizia, rivenditori di androidi, i nostri simili e tutte le scelte che vengono prese con Markus, che influenzeranno i controlli alle frontiere. La vita di un deviante in fuga non è per niente facile e qui ne avremo un piccolo assaggio.

Per sopravvivere sarà necessario raggiungere il Canada, dove le leggi sugli androidi devianti sono meno severe.

Detroit: Become Human
Kara e Alice dopo la fuga dalla casa di Todd.

 

DETROIT: BECOME HUMAN È….

Sicuramente un esperimento formidabile, con una scrittura notevole e ramificazioni talmente diverse che vi convinceranno a rigiocarlo più volte. Più di tutto ho sicuramente apprezzato il fatto di avere a disposizione la manovrabilità di soli androidi, questo ha facilitato l’empatia nei loro confronti. Fra le diverse opzioni potremo addirittura fare la guerra agli uomini, quindi a seconda di quanto deciderete di “essere umani” otterrete risultati differenti.

Per quanto riguarda la caratterizzazione, qualche personaggio risulta sicuramente più riuscito di altri, che invece non mi hanno entusiasmato. Ho notato soprattutto la capacità degli autori di gestirsi bene pochi personaggi alla volta, quando ne entreranno in scena troppi cominceranno a sembrare poco importanti. Questo non mi sorprende poichè gli sforzi sono canalizzati sulla trama principale e qualche personaggio sarà più che altro funzionale allo sblocco di opzioni extra.

Da sottolineare che non ci saranno molte fasi action, dovremo per lo più affrontare dei quick time event, altro aspetto che personalmente parlando non mi è piaciuto. La dinamica dei quick time event sarà prevalentemente “pura”, nel senso che non comprenderà altro che l’utilizzo dei propri riflessi. In alcuni casi invece, si riesce a trovare un buon compromesso con un mix di fasi action e quick time, gestito in maniera davvero interessante. Si sarebbe potuto utilizzare più volte per offrire un gameplay più corposo.

In ogni caso lo consiglierei vivamente a tutti gli amanti delle avventure cinematiche e del genere cyberpunk.

Detroit: Become Human
Se vorrete salvare tutti i personaggi di Detroit dovrete fare molta attenzione ai dialoghi e agli indizi sparpagliati nelle varie stanze.

 

IN CONCLUSIONE…

Detroit: Become Human è una storia sensazionale e va vissuta come meglio crediamo. Vivere un film “creando il finale” è una delle meraviglie che spero ci si possa aspettare di più dalle case produttrici cinematografiche e videoludiche. Quantic Dream ha creato un’opera veramente affascinante e spero che l’esperimento possa condurre alla scrittura di altri lavori simili.

Come definirlo se non folle, affascinante e ipnotico, una lotta tra ragione e fantasia che cercano di comprendere l’incomprensibile: come può una macchina provare emozioni? Cos’è realmente RA9? Si tratta del frutto di una simulazione meccanica, oppure si tratta veramente di una presa di coscienza?

Molte domande non hanno una risposta universale, ma va bene così, dovremo provare noi a trovare quella che ci convince di più, oppure aspettare che Quantic Dream ci risponda con un sequel della storia!

 

Recensione a cura di Simone Colombo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Devotion, l’horror game censurato appare su GOG… anzi, no.

Stavo navigando su Facebook, quando mi è capitato sotto gli occhi questo post dell'Archivio Videoludico, riguardante l'horror game Devotion, dello…

Genshin Impact 1.2 . Le novità in arrivo, e lo Special Program

Tramite due diversi video, Mihoyo ha annunciato le novità che ci attendono prossimamente nell'open world Genshin Impact, con la patch…

CyberPunk 2077. Lo stato attuale delle versioni old gen, rischi di epilessia e considerazioni sparse.

Premessa. Quella che segue non è assolutamente una recensione o anteprima. Semplicemente, si tratta di una "fotografia" di quel che…
Ghost of Tsushima

Ghost of Tsushima vince il Premio Player’s Choice dei The Game Awards

Dopo giorni di votazioni, il vincitore del premio del pubblico nell'ambito dei Game Awards è Ghost of Tsushima, titolo open…

League of Legends: svelata Rell, la Vergine di Ferro!

Rell si aggiunge al MOBA League of Legends nel ruolo di Supporto. Piena di ira, si rivolta verso Noxus, che…

8.5

Ottimo

Pro

  • Storia magistralmente scritta
  • Tantissime ramificazioni realizzate in maniera impeccabile
  • Tiene incollati allo schermo fino alla fine

Contro

  • ...Ma sembra più un film che un videogioco
  • I movimenti risultano un po' troppo meccanici
  • Alcuni personaggi non sono abbastanza interessanti