Haven

Disponibile per
Genere

Adventure , RPG

Data di uscita

3 Dicembre 2020

Team di sviluppo

The Game Bakers

Publisher

The Game Bakers

Offerte
Pur di restare insieme, due amanti hanno rinunciato a tutto e sono fuggiti su un pianeta dimenticato. Vola attraverso un paesaggio misterioso, esplora un mondo in frantumi e combatti contro ciò che sta provando a separarvi. Un GDR d’avventura sull’amore, la ribellione e la libertà. L'amore può davvero sconfiggere ogni ostacolo? Yu e Kay sono fuggiti su un pianeta dimenticato, lasciandosi alle spalle tutto ciò che conoscevano. Gioca nei panni di una coppia di amanti e aiutali rifarsi una vita su un mondo ignoto. Esplora il pianeta alla ricerca di componenti e materiali per riparare la tua astronave e trasformarla in una casa accogliente. Vivi i piccoli momenti di quotidianità di una coppia con cui è facile identificarsi: cucina, crea oggetti e raccogli risorse preziose che aiuteranno i due amanti a sopravvivere. Affronta tutti coloro che proveranno a separarvi sincronizzando le mosse in combattimento. Trova il tempismo e la sincronia perfetta controllando entrambi i personaggi, e combatti per tenere in vita loro e la loro storia.

Un Nido d’amore

Una coppia. Un pianeta da esplorare. Così inizia l’avventura di Haven, titolo di TheGameBakers appena pubblicato su Playstation 5, XBox one, Series S/X, e PC. In una società che ha barattato persino la libertà d’amare per sicurezza e stabilità, Kay e Yu hanno compiuto una scelta. Secondo il Sensuale, avrebbero dovuto trascorrere il resto della loro vita con partner scelti appositamente, tecnicamente perfetti per loro. Sarebbe stata la miglior esistenza possibile, secondo gli standard.

E invece, mano nella mano, i nostri protagonisti hanno detto di no. Fuggiti dall’Arnia, sono atterrati su Fonte, una piccola costellazione di frammenti di terreno sospesi e uniti da loro da correnti di Flusso. Equipaggiati con stivali gravitazionali, i due escono dalla navetta, e noi con loro.

Una piccola premessa riguardo gli screen che troverete nella recensione: come il precedente titolo dello studio, l’action Furi, il focus della grafica non è sulla pura potenza, ma sull’impatto visivo, sostenuto da stile e scelte cromatiche. Tuttavia, credo che i miei screenshot non rendano comunque abbastanza giustizia al gioco, dal momento che la prova è avvenuta su un PC portatile non proprio performante. Un altro dettaglio sul mio modus operandi: purtroppo, ho potuto provare solo il single player di questo titolo, dunque è a questo che fa riferimento la mia esperienza. Mi sono informato da più fonti sulla modalità cooperativa in locale, e credo sia un’opzione interessantissima e che rende ancor più giustizia al mood e ai temi di quest’opera. Per questo, credo sia da considerare, anzi preferire al single player, se si ha una persona con cui affrontarla. Detto questo, cominciamo!

                                                                                                                                                                                                                                                                                      L’inizio.

 

Il Flusso

Nell’universo di Haven, il Flusso è una risorsa energetica fondamentale. Cavalcandone le correnti che soffiano nei piccoli appezzamenti sospesi, possiamo ricaricare  le riserve dei protagonisti. Queste saranno usate per purificare l’ambiente circostante dalla Ruggine, una sostanza dalla provenienza misteriosa che contamina il mondo di gioco, e per stordire i nemici che proveranno ad assalirci, evitando un combattimento. Dopo una prima, molto lenta ora di gioco, si innesca un meccanismo di gameplay che unisce momenti di vita quotidiana (slice of life) ad esplorazioni spaziali. Ovviamente è presente un tipo di avanzamento, ma non esistono missioni incombenti o timer: saremo liberi di vivere l’avventura come preferiamo.

Il sistema di movimento al di fuori della navetta, il Nido, permette di camminare, ma soprattutto di solcare il terreno sospesi. Gli spostamenti sono rapidi, ed è possibile sterzare, effettuare inversioni, mentre esploriamo l’ambiente circostante. È assente una meccanica di salto: sulle prime questo può sembrare strano, ma dopo poco ci si abitua a seguire i percorsi via terra, e in aria tramite le correnti di Flusso, cercando ogni volta strade che aprano a nuove aree. Parlando di novità, queste si presentano spesso, a seconda delle scoperte che faremo. Ad esempio, alcune forme di vita potranno diventare amichevoli (dopo averle purificate dalla Ruggine) potranno aiutarci negli spostamenti.

 

 

La ballata di Kay e Yu

Nei combattimenti di Haven, in single player ognuno dei personaggi viene utilizzato tramite metà del controller. Un aspetto essenziale è il coordinamento negli assalti. Il battle system, che non offre molte opzioni, si rivela essere più intrigante di quanto si possa inizialmente pensare. Kay e Yu non hanno tecniche esclusive, ma proprio per questo è importante capire come sfruttarli: in alcuni momenti potrebbe essere necessario restare sulla difensiva con uno dei due, che parerà altri attacchi (in modo simile ad un Paladino di un RPG). Ancora, altri nemici andranno sconfitti con assalti ripetuti, o tecniche combinate, di maggior potenza. Nell’ottica di offrire un’esperienza il più possibile libera di numeri, l’HUD è quasi assente, e i parametri ridotti al minimo, anche nei menu.

 

 

Potrebbe sembrare controproducente, ma bastano elementi visivi per mostrare la salute in battaglia dei personaggi. Un’occasione in cui ho trovato efficace questo approccio minimalista è capitata dopo una lunga avventura. Normalmente, di ritorno da un’esplorazione, si visita il Nido per cucinare, si sintetizzano oggetti, il tutto prima di andare a dormire. La giornata era stata particolarmente dura, ed entrando nella camera da letto avevo visto Kay letteralmente k.o. sul letto. Di Yu non c’era traccia.

Dopo qualche ricerca, l’ho trovata di fianco, in bagno, che si toccava un braccio con aria dolorante. È stato allora che mi sono ricordato di non aver curato i due, gravemente feriti dopo una difficile battaglia. Ne ho avuto conferma vedendo in un piccolo schermo nella stanza le riproduzioni dei personaggi in rosso, a significare la scarsa salute. In questo caso c’erano i parametri vitali in forma numerica, necessari qui per evitare di sprecare risorse di cura.

 

Lovers Crossing

L’intero titolo, con ogni suo elemento di gameplay, è focalizzato in una direzione: narrarci il legame tra i due protagonisti. Persino nelle meccaniche da gioco di ruolo, i level up sono uniti alle esperienze condivise da Kay e Yu: quando avremo accumulato abbastanza punti, potremo innescare una scena speciale nel Nido, dopo la quale i parametri aumenteranno. Massiccia è la presenza di dialoghi, che spaziano tra vari argomenti, dalle condizioni della nave, a speranze, buffe forme di vita di Fonte, e paure. Più che i modelli poligonali, buoni ma non stellari (teniamo  conto che si tratta di una produzione non grandissima), a comunicare le emozioni ci pensano i portrait, merito del character design di Koyoriin. Stile che emerge anche nelle illustrazioni che accompagnano le frequenti schermate di caricamento, nel passaggio tra due isolotti.

Non mancano piccoli litigi, sberleffi, dialoghi anche espliciti; qualche linea magari può sembrare sciocca o infantile, ma in generale mai fuori contesto. I due giocano persino su chi trova più semi di una pianta, e commentano le proprie abilità nelle derapate quando cavalcano le correnti di Flusso. La prima volta che i due protagonisti si sono fermati a dormire in un campeggio di fortuna, mi ha colpito come l’argomento di un dialogo, partendo dalla chitarra lasciata da Yu sul pianeta natale, finisse per vertere su un ipotetico nome da band per i due. Da qui, una serie di improbabili titoli, fino a ridere sotto alle stelle, abbracciati.

Qualsiasi momento è teso a far esprimere i due personaggi, persino le note nella mappa di navigazione, in cui a volte vediamo dei piccoli dialoghi e commenti. Ancora, durante un’esplorazione, mi ero fermato per qualche istante, ed è stato bellissimo vedere Kay e Yu che, senza alcun comando, si sono avvicinati per abbracciarsi. Sono dettagli che danno spessore ai personaggi.

 

 

 

 

Dangers in Paradise

Non ho parlato del pianeta che ospita le peripezie dei nostri due amanti in fuga. Fonte, come accennato, è composto da più isolotti collegati da ponti di Flusso. Questi pezzi di terreno sospesi sono quasi un simbolo della nuova vita che i due dovranno costruire assieme, giorno dopo giorno.  Al di sotto della misteriosa Ruggine, c’è una natura timida, nella forma di commestibili da raccogliere per delle ricette, e delle forme di vita animali. Questi esseri, quando corrotte dalla Ruggine, ci attaccheranno a vista; tuttavia, in Haven non si uccide mai, e il modo per risolvere il conflitto, una volta inflitti abbastanza danni, è placare la creatura in questione. Nelle esplorazioni spaziali, ad accompagnarci è la musica di Danger, già responsabile di Furi (qui il link all’album). In un’intervista (link), afferma riguardo questo lavoro “Sin dall’inizio, sentivo che l’emozione più importante fosse l’idea di una connessione che chi gioca deve tessere progressivamente tra tutte le parti. La musica di Haven doveva esprimere questa connessione: qualcosa che viene costruito un pezzetto alla volta, che diventa sempre più solido, comprensivo, rassicurante, ammaliante, ma senza mai negare la sua fragilità di fondo”.

Le sue note restituiscono a Fonte un senso di mistero e scoperta efficace, e danno ulteriore enfasi ai momenti in cui si solca una corrente di Flusso. Leggendo i titoli delle track, mi sembra che siano riferiti ad orari di una giornata, come se la colonna sonora accompagnasse un giorno nelle vite di Kay e Yu. Dettaglio che secondo me incapsula il motivo di fondo di questo gioco, assistere da vicino ad una relazione adulta in un’ambientazione unica.

 

 

 

 

Commento finale

Con Haven, lo studio di sviluppo The Game Bakers è riuscito a sintetizzare diversi stili di gioco, riuscendo nell’intento di raccontare un amore. Lo fa con un battle system basato sulla sincronizzazione dei personaggi, con dialoghi, piccoli elementi di sopravvivenza, e situazioni da slice of life. Occorre un po’ di pazienza per lasciarsi catturare, ma poi seguire Yu e Kay nelle loro straordinarie vite quotidiane diventa un’esperienza rilassante, da vivere col proprio ritmo, un Flusso di energie positive, che riesce ad incantare.

 

 

Recensione a cura di Marcello Cascio.

 

Qui il sito ufficiale di  Haven. Il titolo è disponibile su PS5, PC, e per la famiglia XBOX (al momento fa parte del Game Pass). Per ulteriori recensioni, news e approfondimenti, continuate a seguirci su Cinewriting!

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8

Ottimo

Pro

  • Due protagonisti a cui ci si affeziona facilmente, tra spedizioni nell'ignoto e vita quotidiana.
  • Buona miscela di diverse meccaniche di gameplay.

Contro

  • In alcune sezioni abbastanza lento.