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If Found…

Disponibile per
Genere

Adventure

Data di uscita

19 Maggio 2020

Team di sviluppo

DREAMFEEL

Publisher

Annapurna Interactive

Offerte
ll 31 dicembre del 1993, nelle rovine cadenti di una villa nell'Isola di Achille, Kasio distrugge il suo diario. if Found racconta la storia del suo ritorno nell'Irlanda dell'Ovest, il suo conflitto con la propria famiglia, gli amici che incontra, e le sfide che affronta. Tutto porta a questa notte in cui un buco nero distruggerà il mondo intero. Da dove è venuto? C'è un modo per fermarlo?

Giocando a If Found, il recente gioco di Dreamfeel e pubblicato da Annapurna, ho pensato a diversi titoli. Allo stile grafico di Florence, gioco incentrato sul trovare il tempo per conoscere gli altri, e soprattutto se stessi. Mi è anche venuto in mente A Normal Lost Phone, per la tematica LGBTQ+, e il simile approccio alla vita della protagonista. E infine, ho pensato a The Unfinished Swan, in cui il mondo di gioco veniva “svelato” con pennellate. Rispetto all’ultimo esempio, If Found  è diametralmente opposto. L’intero gameplay, infatti, si basa sull’eliminare, cancellare, tirare via. Nel breve viaggio in questo titolo, che racconta due storie intrecciate, viviamo frammenti di giornate che provengono direttamente dal diario di Kasio, da cancellare in punta di gomma.

“Stile” Annapurna

Apprezzo molto la personalità dei titoli curati dal publisher Annapurna Interactive. Giochi come il già menzionato Florence, What Remains of Edith Finch, Sayonara Wild Hearts, diversissimi, offrono sempre esperienze particolarissime. Non è un’eccezione If Found…  , sviluppato da Dreamfeel: gran parte dell’avventura si svolge tra le pagine di carta di un diario, e in quasi ogni scena per avanzare occorre eliminare ciò che troviamo davanti. Ogni transizione avviene attraverso un’operazione di rimozione, quasi come se i ricordi legati a quei momenti, e le emozioni vissute, non fossero più importanti. Avanzando, vediamo che Kasio aveva barrato alcune frasi, o scarabocchiato dei volti. La sua storia si svolge nell’isola di Achille, in Irlanda, nel 1993. Kasio non si identifica con il genere che le è stato assegnato alla nascita, e la sua famiglia non riesce ad accettarla per questo motivo, arrivando ad allontanarla. Dopo aver lasciato la propria casa, la ragazza trova rifugio presso un vecchio amico, Colum.

Attraverso le parole del diario, e le scene che rievocano, mentre man mano vengono cancellate, conosciamo Colum e Jack, una coppia, e Shans. Con loro Kasio vive, scherza, lentamente si apre. Assiste alle loro prove musicali, e persino ad un concerto. In questo ambiente, si sente finalmente in grado di esprimersi, ed essere se stessa.

 

 

 

 

 

If Found...

Ai confini dell’universo

In un modo per certi versi parallelo, la storia di Kasio si unisce a quella di Cassiopeia, un’astronauta. Questa si trova ad affrontare un misterioso buco nero, un’anomalia che rischia di inghiottire ogni cosa.

Questo scenario sci-fi, che trova una spiegazione, potrebbe non convincere tutti nell’esecuzione. Un fattore indubbiamente interessante sono le visioni inquietanti, in cui il minaccioso evento è in agguato, in quello che diventa quasi un countdown. Sorge spontaneo un parallelo: come la gomma che utilizziamo sta progressivamente cancellando ed inghiottendo ogni cosa, lo stesso accadrà per questo famelico gigante che tutto divora? Da cosa avrà avuto origine? Esiste un modo per fermarlo?

 

 

 

 

 

Scarabocchi

A saltare subito all’occhio è lo stile grafico del titolo. I personaggi sono come abbozzati, quasi rapidi sketch che Kasio ha disegnato sul proprio diario.  Non mancano diverse note di colore, quando dalla carta si passa direttamente ai ricordi, o ancora a tonalità quasi acide, nelle situazioni in cui si segue Cassiopeia nella sua avventura spaziale. A volte un personaggio può essere anche solo una fragile silhouette che tremola, una macchia di colore in un oceano di bianco, o ancora un motivo ricorrente sullo sfondo. I dettagli si svelano con un passaggio della fidata gomma, o ancora questo gesto può dar vita ad uno zoom, e far trascorrere il tempo. Si avanza quando si è cancellata una percentuale della schermata attuale, ma nulla vieta di sostare per qualche attimo su un’opera lasciata a metà, ammirando un’immagine che sembra in bilico. In certe sezioni, si utilizza il cursore per spostarsi in un quadro più ampio. Le scritte che campeggiano su schermo non sono sempre ordinate, anzi, spesso vengono sfruttate come mezzo per far meglio comprendere lo stato di Kasio, addirittura possono invadere la pagina, e moltiplicarsi. Con Kasio ridiamo, piangiamo, ci irritiamo, mentre vediamo il suo passato disfarsi sotto l’azione distruttiva della gomma. Sullo sfondo, l’Irlanda degli anni ’90 di cui un dizionario per i termini meno conosciuti ci spiega alcuni aspetti, o elementi di cultura pop.

 

If Found...

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Construens 

Come alcuni di quelli che considero tra i migliori indie, quali Celeste e Journey, nelle fasi finali If Found  decide di dare un twist alla formula del proprio gameplay. Non entrerò nei dettagli, ma il cambiamento, che può sembrare banale ad una prima occhiata, in realtà si implementa in modo perfetto nello scorrere della storia. Si tratta di un’idea semplice che viene preannunciata da un certo segnale, ma che mi ha colpito non poco. Come scritto in apertura, il titolo ha una breve durata, e se non fosse per alcune informazioni ulteriori ottenibili alla fine, la spinta a rigiocarlo non è ampia (è comunque presente una selezione dei capitoli). La storia di Kasio è ben raccontata, e non avrebbe potuto avere lo stesso effetto in un altro medium, per questo la reputo efficace. Mentre ci si addentra nei suoi pensieri, nelle sue paure e gioie, prima di cancellarle, possiamo capire qualcosa di più del suo mondo, dei suoi pensieri, delle difficoltà che affronta.

 

 

If Found....

 

 

Commento Finale

If Found è un gioco che si potrebbe definire minimalista. Nella sua breve durata, affronta il tema della diversità, e dell’accettazione, in una storia di perdite e ritrovamenti.  Lo fa con uno stile grafico accattivante, ed una colonna sonora ben curata, inoltre l’idea del cursore-gomma è semplice, ma molto efficace. Può sembrare che serva a poco cancellare il passato da un supporto, visto che sarà sempre presente nella propria memoria, ma forse è necessario per un motivo semplicissimo: ricordarci che, in ogni momento, è possibile vedere una pagina bianca, intonsa, da riempire con nuovi colori ed esperienze.

 

 

Recensione a cura di Marcello Cascio.

 

 

 

 

 

 

 

 

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8

Ottimo

Pro

  • Storia coinvolgente narrata con grande stile.
  • Tematica LGBTQ+ trattata senza stereotipi, e con grande delicatezza.

Contro

  • La parte sci- fi porta a sviluppi emozionanti, ma a volte non sembra pienamente amalgamata nell'universo di gioco.