Necrobarista

Disponibile per
Genere

Visual Novel

Data di uscita

22 Luglio 2020

Team di sviluppo

Route 59

Publisher

Coconut Island

Offerte
In un bar nascosto in un vicolo, ai morti viene offerta un'ultima notte per stare assieme ai vivi. Necrobarista segue un cast dinamico e diversificato di personaggi mentre esplorano la peculiare cultura del caffé di Melbourne, la complessa etica della necromanzia, e il delicato processo di dire addio.

Una strada buia. Teoricamente, sembra esserci una luce, in fondo al tunnel. Già, quella classica luce. Tuttavia stavolta, prima di arrivarci, è presente un’altra fermata, denominata il Capolinea. Un piccolo barLa morte è un tema che permea numerose opere di fiction, e Necrobarista è una visual novel con cui Route 59 intende dire la propria, sfoggiando uno stile 3D unico. Buona lettura di questa recensione!

 

L’alba nel limbo

Una dichiarazione di intenti, o di guerra? Maddy è spesso incisiva e diretta.

 

Il Capolinea (Terminal nella versione originale, che consiglio per alcuni fastidiosi errori di adattamento in italiano) è un luogo di passaggio. Un limbo, in cui i morti possono trascorrere le ultime 24 ore. Non è un luogo esclusivo per loro, poiché anche i vivi hanno la possibilità di visitarlo, ma Maddy, barista e proprietaria, pensa sia poco carino chiedere in modo rude a chiunque entri quale sia il suo status. Dopotutto, a lei non servirebbe, perché ne ha visti passare così tanti, che ormai basta un solo sguardo a capirlo. Esperta di cocktail e di rituali alchemici non proprio legali, che spesso la mettono nei guai con le autorità, nello specifico il Consiglio della Morte, trascorre le giornate prendendosi cura degli affari del bar.

 

Necrobarista Maddy

 

Il Capolinea è un piccolo cosmo, di cui viviamo pochi intensi giorni. Oltre a Maddy, altre figure prominenti sono Chay, mentore della protagonista e Ashley, una tredicenne geniale con la meccanica, che costruisce robot per reality show e abusa di caffeina, che di tanto in tanto resta nel bar. A questi, si aggiunge Kishan, recentemente trapassato, e Ned, un tutore della legge ultraterrena. Quelle che seguiamo sono piccole istantanee, dialoghi che spaziano dai drink preferiti, a giochi clandestini, a cosa pensare della fine. In generale, in queste scene da far procedere con un clic del mouse, spunta spesso una battuta, una citazione pop, più o meno nascosta, e tutti i personaggi adorano stuzzicarsi con frasi ad effetto. Si tratta di un tipo di scrittura che personalmente mi diverte, e trovo in linea con il tono dell’opera, ma probabilmente potrà far storcere il naso a qualcuno.

 

Everybody, put your hands up!

Sin dai primi momenti di Necrobarista, mi è sorto spontaneo un legame con un anime per tematiche: Death Parade. Dello studio Madhouse, trasmesso nel 2015, proponeva un setting particolare, un locale oltre il nostro mondo, in cui avvenivano incontri molto peculiari tra spiriti, e sfide (se non lo avete mai visto, è su Netflix, lascio qui il link). Alcune situazioni del titolo possono ricordare proprio quel tipo di mood, e in generale si nota la forte ispirazione all’animazione orientale, sin dal design dei personaggi. Per rendere ancora più evidente il legame con questo stile, poco dopo l’inizio del titolo ci accoglierà una vera e propria opening, Nothing dei Soft Science, e la storia si articola letteralmente in diversi “episodi”.

 

Necrobarista shot from opening
Una scena dall’opening del gioco

 

La presentazione di Necrobarista

I modelli dei personaggi sono le star della situazione, con pochi ma efficaci dettagli esaltati dallo stile, e un focus sulle espressioni, mentre dall’altro lato il mondo di gioco spesso appare poco curato, sebbene passi in secondo piano: tuttavia, a rendere la presentazione unica interviene un’ottima regia. Campi lunghi che incorniciano due personaggi che parlano, primissimi piani, o dettagli di sorrisetti diabolici: spesso mi sono fermato per realizzare un’istantanea delle varie scene, colpito da questo aspetto. Il punto forte di Necrobarista è proprio il suo dinamismo offerto dalle varie inquadrature. Un approccio che spero di vedere in ulteriori titoli di questo genere, in futuro.

 

Necrobarista
Alcuni screenshot sono in italiano, lingua con cui ho cominciato la mia partita. Come accennato nella recensione, purtroppo la traduzione presenta fastidiosi refusi, per cui consiglio di giocare Necrobarista in inglese.

 

Ad impreziosire ogni momento di gioco, dai più leggeri, caotici e divertenti, a quelli più riflessivi o seri, la colonna sonora curata da Kevin Penkin e Jeremy Lim. Probabilmente potreste conoscere il primo per il suo lavoro sul videogioco Florence  (di cui abbiamo parlato qui sul sito).

 

 

Necrobarista Kishan
Il povero Kishan si trova suo malgrado coinvolto nella folle famiglia del Capolinea.

 

 

Un visitatore senza nome

Necrobarista è abbastanza breve, e alla fine forse avrei voluto durasse un po’ di più, visto il suo interessante world building accennato qua e là. A conti fatti il plot in sé è semplice, e segue una direzione meno esplosiva di quanto si può pensare all’inizio; il focus nella seconda metà, dopo averli introdotti, è tutto sulle interazioni tra i personaggi, e pochi ma significativi sviluppi. Degli accenni al mondo di gioco avvengono principalmente nelle sezioni di “esplorazione”. Separate dalla storia principale, sono presenti tra un capitolo e l’altro, in cui in prima persona, come visitatori incorporei, possiamo visitare alcuni luoghi.

 

Necrobarista

 

Questi sono solitamente quelli mostrati nell’episodio appena concluso. In questi frangenti, potremo sfruttare un peculiare sistema per sbloccare dei contenuti extra, legati ai personaggi principali, o altri ospiti del bar.

Questo il funzionamento, in breve: durante la storia, alcune parole saranno evidenziate, e cliccando potremo leggere un ulteriore commento del gioco, una frase divertente o descrittiva. Le parole accumulate verranno poi tramutate in “valute” di vari tipi, che potremo spendere nelle brevi fasi di free roaming per ottenere i racconti, che su schermate statiche, come una visual novel classica, mostrano alcuni retroscena.

 

Necrobarista
Nelle sezioni esplorative, possiamo vedere oggetti da evidenziare, che richiederanno alcune combinazioni di “parole-valuta” per sbloccare un breve racconto.

 

Sebbene queste fasi non offrano molto altro, si tratta di una piacevole aggiunta, e di un modo per tirare il fiato tra un capitolo e l’altro, a meno che non vogliamo rituffarci subito nella storia, accessibile immediatamente da un tavolo.

 

 

 

Commento finale

Il cocktail di Necrobarista offre un setting interessante, che poteva esser forse ulteriormente sviluppato, ma lascia un piacevole sapore, una volta sorseggiato. Nel mix, pochi ma divertenti personaggi, battute e citazioni a non finire, e la morte, elefante nella stanza qui affrontato con un pizzico di leggerezza. Il miglior aspetto di questa visual novel è sicuramente la regia, con inquadrature intriganti, che rende dinamico il suo fluire.

Recensione a cura di Marcello Cascio.

Qui il sito ufficiale di Necrobarista. Per ulteriori recensioni, news e approfondimenti, continuate a navigare su CineWriting! Seguiteci anche sui social Facebook, Twitter, Instagram, Telegram. Siamo anche su Youtube!

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8

Ottimo

Pro

  • Un'ottima regia, che rende dinamico il racconto.
  • Buona colonna sonora.
  • Stile da vendere.

Contro

  • Il setting non viene sfruttato al massimo.
  • Forse le premesse del racconto sono più intriganti del suo effettivo sviluppo.