Spiritfarer CineWriting Recensione

Spiritfarer: la morte non è mai stata così rassicurante

Disponibile per
Data di uscita

18 Agosto 2020

Team di sviluppo

Thunder Lotus Games

Publisher

Thunder Lotus Games

Offerte
€24,99
Spiritfarer è un gestionale atipico, meno tecnico e complesso di altri esponenti del genere ma che si fa forte di una direzione artistica emotiva e estremamente affascinante. Accompagnare Stella nel suo viaggio è un imperativo per tutti coloro che cercano un'esperienza emozionante e capace di dare dipendenza.

Ogni anno escono letteralmente una marea di nuovi videogiochi. Se ancora ancora si riesce a tenere traccia delle grandi produzioni è molto difficile farlo con quelle più piccole. Vi assicuro che sotto i radar passano inosservati migliaia di titoli indie che meriterebbero la nostra attenzione. L’anno scorso per esempio è stato l’anno di Hades, il rogue-like god-like che ha conquistato migliaia di giocatori con la sua azione sfrenata e il suo stile fumettoso. Hades ha infatti ottenuto ai Videogame Awards sia il premio di “Miglior Videogioco Indie” che quello di “Miglior Videogioco Action” rubando la scena a diversi altri titoli di valore. Fra questi, quello che probabilmente meritava molta più attenzione mediatica e riconoscimenti è sicuramente Spiritfarer. Ho affrontato questo gioco senza alcun pregiudizio e quello che mi sono ritrovato davanti è stato spiazzante e magnifico.

 

 

Non ho rimpianti Stella

In questa recensione cercherò in qualche modo di raccontarvi le atmosfere, i momenti e le sensazioni che permeano il viaggio di Stella, la dolce protagonista del gioco, e di Daffodil, il suo morbidissimo gatto, ma vi dico già da ora che non ci riuscirò. Non ci riuscirò per il più semplice dei motivi, lo stesso motivo che non permette di descrivere a parole una rappresentazione teatrale, un quadro, un concerto: l’arte va vissuta in prima persona. Spiritfarer è semplicemente così, potrebbe non dirvi nulla e annoiarvi, o potrebbe dirvi così tanto da lasciarvi in lacrime, è proprio questo il bello. Questo videogioco non esiste per soddisfare una richiesta o colmare un vuoto di mercato. Spiritfarer è la rappresentazione tangibile della creatività dei suoi autori.

 

 

Cos’è Spiritfarer?

Ok, torniamo un attimo nei ranghi e cerchiamo di ripartire dalle basi. Spiritfarer è un videogioco che mischia in modo intrigante elementi gestionali, esplorazione e platforming ad una componente narrativa emozionante. Nel gioco interpretiamo Stella, la succeditrice di Caronte, che accompagnata dal fedele gatto Daffodill, dovrà traghettare le anime raminghe verso l’accettazione del loro destino. Gli spiriti di alcune persone infatti, dopo la loro morte corporea, restano a vagare eternamente in un’altra dimensione. Questo almeno finché non saranno in grado di risolvere tutte le questioni che hanno lasciato in sospeso. Sarà proprio qui che entriamo in campo noi: avremo il compito di trovarli, assolvere le loro ultime richieste e di aiutarli a proseguire nel loro viaggio.

 

Spiritfarer

 

Nel gioco ci muoveremo a bordo della nostra casa galleggiante tra le varie isole che popolano il mondo, cercando nuove anime da ospitare o assecondando le richieste di quelle già incontrate. Lo scopo è quello di migliorare l’umore dei personaggi incontrati e di permetter loro di fare pace con il proprio passato. Una volta fatto ciò, infatti, saranno essi stessi a chiederci di accompagnarli nel loro ultimo viaggio verso la fine, certo, ma anche verso la pace.

 

 

Tutto cambia, tutto finisce

 

 

Quello che i comprimari del gioco vogliono trasmettere infatti è sicuramente rammarico, malinconia, tristezza e rimorsi ma, sopra ogni altra cosa, accettazione. Le storie di Atul, Astrid, Giovanni e degli altri passeggeri sono tutte diverse da loro e riescono sempre a trasmettere qualcosa di forte. Il tempo che abbiamo a disposizione con i nostri cari non è infinito, la gioventù non tornerà mai indietro, un uomo può dedicarsi ad una singola cosa per tutta la vita senza portarla mai a termine e ancora, l’arte può essere la musa di un’intera vita e la vecchiaia ci allontana da tutte le persone a cui vogliamo bene.

 

 

 

 

Attraverso gli stralci di dialoghi con i nostri ospiti vivremo mille ricordi diversi, sempre annebbiati e dolorosi, ma in qualche modo caldi e avvolgenti. Spiritfarer è un gioco che parla al cuore dei giocatori e cerca con tutto se stesso di farci rivalutare il concetto negativo e assolutistico che abbiamo della morte. È forse tra i dolci abbracci che possiamo dare ad ognuno dei personaggi, fra le lunghe navigate notturne o gli stupendi tramonti a fumetti che va ricercato il senso di questo splendido gioco. La morte è un rito di passaggio, il più spaventoso e irreversibile, ma è anche un momento di dolce accettazione, di comprensione e di tenerezza in cui ognuno di noi si mostra senza sovrastrutture, esponendo semplicemente il proprio vero io.

 

Tra mare e terra ferma

A livello di gameplay il gioco presenta una struttura molto singolare che si può dividere in due componenti principali: la prima si svolge a bordo del nostro vascello, mentre la seconda riguarda l’esplorazione delle isole sparse per il mondo di gioco.

 

 

Sulla nostra nave, oltre a navigare in direzione delle varie mete, potremo parlare con i nostri ospiti, attivare degli eventi e completare diversi mini-giochi con lo scopo di ottenere risorse specifiche. È infatti in questa location che avvengono tutte le meccaniche manageriali. I mini-giochi sono tutti molto semplici, come premere dei tasti a tempo per suonare una canzone o attivare dei mantici alternativamente per mantenere la fornace attiva, ma perfetti per riempire il tempo durante i vari viaggi.  In Spiritfarer infatti esiste solo un viaggio rapido parziale per muoversi nella mappa e ciò è voluto per creare dei tempi di attesa perfetti da riempire gestendo la nave. Il galeone andrà ampliato di volta in volta secondo le esigenze dei suoi ospiti e modificato in modo da poter raggiungere nuove isole.

 

Pianta le carote, macina il grano, fondi il rame, raccogli le uova, prepara la cena…

 

 

Ogni costruzione avrà infatti il suo scopo. Si parte dai campi dove coltivare frutta e verdura, dalla postazione di pesca e dalla fonderia dove raffinare i metalli fino ad arrivare al mulino, alla forgia e a tanto altro. Ogni personaggio incontrato, oltre a chiederci di raggiungere un determinato posto, costruire un determinato edificio o cucinare uno specifico piatto sarà specializzato in un’attività. Ogni attività ci permetterà di raccogliere una nuova risorsa o di elaborarne una già ottenuta in modo da farci avanzare così nell’avventura. Sono le richieste degli ospiti infatti a trainare il flusso di gioco e a dare un senso di progressione costante all’avventura.

 

 

 

Nelle sezioni in cui scenderemo dalla nave invece si apre la fase esplorativa che andrà affrontata tramite un piacevole e mai punitivo Platforming. Sulle isole potremo trovare risorse, parlare con gli spiriti e sbloccare nuove abilità di movimento grazie ai Templi. Otterremo infatti durante il corso dell’avventura diverse nuove abilità che, similarmente a come accade nei Metroidvania, ci permetteranno di raggiungere zone nascoste delle isole già esplorate e di proseguire nell’avventura.

 

 

Paradossale come in un gioco sulla morte non si possa morire

In Spiritfarer non c’è conflitto e non esiste Game Over, non ci sono punteggi e graduatorie. Il gioco infatti cala il giocatore in una situazione rilassante, piacevole e sorprendentemente capace di dare assuefazione. Quello che faremo nella stragrande maggioranza del tempo sarà gestire il raccolto, imbottigliare fulmini, creare tessuti e raccogliere i detriti lasciati dalle piogge di comete. Il titolo ha il grande pregio di porre meccaniche gestionali in un contesto molto poco tecnico e punitivo andando a dare una veste inedita e innovativa a questo genere. Facendo ciò i veterani del genere si sentiranno sicuramente un po’ traditi. La maggior parte delle cose che si possono fare nel gioco infatti non sono sempre necessarie a proseguire nell’avventura. I giocatori più smaliziati infatti potrebbero completare il gioco semplicemente esaudendo tutte le richieste e ignorando una grande porzione dei contenuti offerti.

 

 

 

 

Spiritfarer ha comunque diversi punti deboli. In più momenti dell’avventura infatti ci ritroveremo bloccati a volte per colpa di singole richieste poco comprensibili, altre volte dalla ricerca di una singola risorsa che richiede un processo per nulla chiaro per essere ottenuta. Ciò è sicuramente un peccato perché questi intoppi minano l’immersione provata dal giocatore, ma non rappresentano comunque uno scoglio abbastanza grande da rovinare l’esperienza generale.

 

 

Spiritfarer è un piacere per gli occhi

Dove il gioco veramente spicca è nelle emozioni che riesce a far provare. La direzione artistica unita alla bontà dei dialoghi riesce nella creazione di personaggi estremamente iconici e caratterizzati che vi porterete per un bel po’ di tempo nel cuore. È difficile infatti non rivedere nei protagonisti di Spiritfarer i propri parenti, amici e persone care o, perché no, anche parti di voi stessi.

 

 

 

Lo stile artistico e la colonna sonora rappresentano poi la rinomata ciliegina sulla torta . La direzione artistica va a valorizzare un viaggio onirico e spensierato, un’esperienza emotiva di rara bellezza e ricercatezza.

 

Commento finale

È difficile non consigliare Spiritfarer a chiunque cerchi qualcosa di nuovo e fuori dagli schemi. Il titolo è sicuramento non adatto ai giocatori più legati ad un concetto di gioco basato sulla sfida e sulla competizione. Scommetto però che tutti gli altri troveranno almeno un motivo per accompagnare Stella nel suo lungo e sognante viaggio.

 

Recensione a cura di Carlo Alberto Iocco.

 

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9

Incredibile

Pro

  • Emozionante e coinvolgente
  • Direzione artistica clamorosa
  • Capace di creare un flusso di gameplay rilassante e di creare dipendenza

Contro

  • Molto poco accattivante per chi cerca una sfida
  • È difficile capire come ottenere alcune risorse e questo spezza in diversi punti il flusso di gioco