The Pathless

Disponibile per
Genere

Action , Adventure

Data di uscita

12 novembre 2020

Team di sviluppo

Giant Squid

Publisher

Annapurna Interactive, iam8bit

Offerte
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Diventa la Cacciatrice, un maestro arciere con la missione di scacciare dal suo mondo l'oscura maledizione che lo attanaglia. Esplora una vasta isola boscosa piena di misteri creando un legame con l'aquila che ti accompagna. Risolvi i rompicapi delle antiche rovine e metti alla prova la tua abilità con l'arco in epiche battaglie. Dai la caccia agli spiriti corrotti dall'oscurità, facendo attenzione a non diventare tu stessa la loro preda. Il legame tra te e la tua aquila e il destino stesso del mondo sono appesi a un filo.

Credo che ricorderò a lungo il prologo di The Pathless. Sviluppato da GiantSquid e pubblicato da Annapurna Interactive e iam8bit, ci permette di controllare una misteriosa cacciatrice in missione per salvare un’isola, e il mondo, dalla minaccia dello Sterminatore di Dei. Sin dal menu iniziale, la colonna sonora di Austin Wintory inizia a permeare l’esperienza di gioco di un’aura di mistero, facendoci immergere in una sorta di mito. La sua musica è ricca di sonorità suggestive, come la nychelharpa, l’oud, particolari tecniche vocali, cori. Un’armonia dinamica che si sviluppa seguendo le azioni di chi gioca. Un breve appunto prima di iniziare: la versione che ho provato è quella per Playstation 4. Il titolo è disponibile anche per dispositivi mobile, tramite Apple Arcade, ma non ho potuto provare queste versioni. Cominciamo!

“None have returned”, recita il titolo della prima track della colonna sonora. L’impresa della nostra protagonista non è delle più semplici. Chi ha provato in precedenza, ha fallito. L’isola è avvolta da un’aria malsana, e le sue divinità sono state corrotte, perdendosi. Un tempo proteggevano questa terra, ora la terrorizzano. Consumate da una fiamma, attendono che qualcuno possa salvarle. I primi timidi passi della cacciatrice sono quasi gli unici che percorreremo lentamente. Dopo pochi istanti, nella meraviglia, scopriremo il cuore pulsante del gameplay: un sistema di movimento d’eccezione. Facendo appello alla propria forza d’animo, la cacciatrice si muove in modo leggiadro, calcando una terra sconosciuta con confidenza e coraggio.

 

 

Sulle ali dello spirito

Armati di arco, potremo colpire dei bersagli sospesi sparsi in ogni dove, che doneranno un boost alla barra dello spirito, ovvero un sistema di stamina. Per creare un flusso continuo ed ininterrotto, non occorre mirare manualmente. In automatico, lo sguardo della cacciatrice sarà attratto dal bersaglio più vicino, e ai giocatori spetta il compito di calibrare la potenza del tiro e le tempistiche, tramite i grilletti. Caricare la forza al massimo assicura il centro, è tutta una questione di “ritmo”. Dopo qualche momento si prende confidenza con questo sistema, e si impara ad effettuare dei colpi d’abilità di successo.

 

Quando si corre, la barra della stamina viene consumata progressivamente, ma inanellare serie di colpi di successo permetterà di muoversi a velocità costante, percorrendo grandi distanze. E a proposito di distanze, ci sono importanti peculiarità da notare in questo titolo open world. The Pathless lavora per sottrazione, con una struttura che potrebbe sembrare quasi scarna nella sua semplicità, ma che contribuisce alla sua unicità. Non esiste una minimappa, e di conseguenza neanche degli indicatori per i propri obiettivi. A nostra disposizione avremo solo un visore che, attivato, rallenterà il tempo e permetterà di svelare anfratti nascosti, e capire se un luogo distante possa essere un punto d’interesse. Tra correnti d’aria e bersagli, è complesso descrivere a parole la meraviglia nel momento in cui il mondo di gioco è a nostra disposizione, pronto per essere solcato in velocità, oppure osservato dall’alto, planando.

 

 

In questo viaggio la nostra cacciatrice non sarà sola: ad accompagnarla, una piccola aquila molto speciale, alleata insostituibile. Grazie a lei, potremo esplorare in modo completo il mondo, e risolvere gli enigmi che lo popolano. Ciascuna di queste prove non presenta una grande difficoltà, e grazie a indizi visivi è sempre abbastanza chiaro come risolverle. Che si tratti di illuminare una serie di torce tramite il fuoco, o sbloccare dei meccanismi, la soluzione sarà sempre a portata di mano. Sparsi per il mondo, troveremo anche delle fiammelle, sussurri dei defunti che riveleranno piccole informazioni sulla catastrofe che ha colpito l’isola, arricchendo la narrazione.

 

 

 

 

I riti di purificazione

In principio, parlavo della corruzione. L’obiettivo, nel nostro cammino non totalmente predefinito, è purificare una dopo l’altra delle divinità soggiogate dal male, prima di affrontare il vero avversario. Questi esseri sono quasi immateriali, avvolti da una nube miasmatica. Durante l’esplorazione, in cui cercheremo pietre di luce per attivare delle speciali torri per poterle sfidare, potrà capitare che l’area venga investita dalla loro furia. Quando accade, cominciano sezioni stealth in cui saremo allontanati dalla nostra aquila e dovremo raggiungerla, sfuggendo allo sguardo della creatura che ci sta inseguendo. Il ritmo del movimento si assottiglia in queste fasi, e farsi scoprire significa subire la furia delle creature divine. Tuttavia, sebbene queste parti siano tra le meno riuscite, è perfettamente possibile evitarle, o affrontarne ben poche.

Nel momento in cui avremo raccolto abbastanza pietre di luce, e attivato le torri, saremo finalmente ad armi pari con la divinità che ci ha teso agguati nell’area. Il cacciatore diventa preda, mentre avanziamo verso la nebbia, pronti al confronto. Gli unici scontri del gioco, a conti fatti dei rituali di purificazione, non proprio lotte all’ultimo sangue, sono i momenti più emozionanti di The Pathless. Suddivisi in più fasi, cominciano con un inseguimento alla cui fine dovremo indebolire la creatura. Seguirà poi un duello in un’arena, di volta in volta più o meno intenso, basato su sezioni in cui occorrerà colpire dei punti deboli della creatura, oppure svolgere azioni particolari. La situazione diviene incandescente in queste poche ma memorabili parti, sostenuta da un ritmo sempre più intenso, che poi si scioglie nella catarsi, verso il prossimo obiettivo.

 

 

La magia di The Pathless

L’amalgama di questo titolo lo rende tra i migliori indie che ho potuto provare negli ultimi tempi. Lo stile grafico dà vita ad un mondo di gioco che mi ha ricordato The Legend of Zelda Wind Waker, e Rime, seppur con toni più cupi. Ma nel dna di The Pathless ho rintracciato piccole scintille di altri titoli. I silenzi di Shadow of the Colossus, intervallati da scontri epocali in cui i tamburi di guerra suonano con prepotenza.  Un viaggio ricco di determinazione come in Journey, che aveva un peculiare sistema di movimento nelle fasi di volo, che dava il suo meglio in multiplayer, e un obiettivo che ci osserva sempre da lontano. L’open world, sebbene di dimensioni contenute, è prodotto e simbolo di una generazione inflazionata da questa tipologia di spazi. Parlavamo di sottrazione, e infatti in questo titolo non è presente neanche un meccanismo di fast travel. Tuttavia, con un sistema di movimento così coinvolgente, tanto che è un piacere muoversi senza meta, non se ne sente il bisogno. Ed è quindi questione di un attimo lanciarsi con la propria aquila, sempre più in alto, più lontano, e più velocemente.

Se desiderate vedere i primi minuti di gioco, lascio di seguito una puntata di “Cinewriting Plays” da Youtube, dedicata a The Pathless, con il suo prologo. Più in basso, il mio giudizio. Nello scrivere questo videogioco, dovendo produrre un voto in questo articolo, un’importante componente della mia valutazione è stata il coinvolgimento creato dalle sue componenti, e le corde toccate. La sua durata mediamente esigua potrebbe allontanare qualcuno, o ancora le meccaniche scoraggiare chi cerca un’esperienza più stratificata, a cui consiglio di volgere altrove lo sguardo.

 

 

Commento finale

The Pathless è, nella somma delle sue parti, essenziale. A dispetto del titolo, segue un percorso diretto, come quello di una freccia, con elementi di gameplay facilmente assimilabili, e ben costruiti. I suoi elementi si uniscono in un titolo evocativo, trascinante e che saprà coinvolgere chivorrà seguirne il ritmo. Tutto questo è sorretto da un’incredibile colonna sonora, motore dell’opera nel modo in cui è dosata e immaginata. Il viaggio della cacciatrice è un mito interattivo portato in vita, semplice nelle sue premesse e sviluppi, ma coinvolgente, un canto antico che riecheggia.

 

 

Recensione a cura di Marcello Cascio.

 

Per ulteriori recensioni, approfondimenti e news, continuate a seguire Cinewriting! Qui troverete il Link alla colonna sonora completa, e il link al sito ufficiale del gioco.

 

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9

Incredibile

Pro

  • Un sistema di movimento che non annoia mai.
  • Fantastica e ricca colonna sonora di Austin Wintory.

Contro

  • Alcuni potrebbero considerare alto il biglietto d'ingresso, se rapportato alla durata.