Willy Morgan and the Curse of Bone Town

Disponibile per
Data di uscita

12 agosto 2020 / 8 giugno 2021 (versione Nintendo Switch)

Team di sviluppo

imaginarylab

Publisher

VLG Publishing, Leonardo Interactive, WhisperGames

Offerte
Willy Morgan è un gioco d'avventura punta e clicca, ambientato in un mondo fantasy a tema piratesco con un tocco moderno. Esplora una non convenzionale città di pirati, indaga sul passato, raccogli oggetti e cerca indizi per aiutare Willy a scoprire cosa è successo a suo padre.

Il panorama ludico delle avventure grafiche è ad oggi quanto mai nutrito. Ben pochi sono tuttavia i titoli che, nel marasma produttivo,  sono in grado di proporre una qualche ventata di aria fresca nel mercato contemporaneo. Un  mercato che risulta oramai saturo di titoli che inevitabilmente, riproponendo da anni gli stilemi di un genere che oramai fa sentire i suoi anni, ricadono nella più soporifera imitatio. E’ stato dunque per noi un grande piacere, qualche tempo fa, scoprire la bontà con cui i ragazzi di Desert Fox hanno confezionato il pregevolissimo Bad Dream: Coma. Altrettanto, tuttavia, non si può purtroppo dire del gioco quest’oggi preso in esame, forse ancora troppo attaccato alle oramai avvizzite radici del genere. Stiamo parlando di un prodotto del tutto italiano, sviluppato dalla nostrana imaginarylab, dall’intrigante quanto mai citazionistico titolo: Willy Morgan and the Curse of Bone Town.

 

Monkey Island

Willy è un giovane ragazzo di belle speranze, amante dell’avventura e figlio del misteriosamente scomparso archeologo Henry Morgan. Quando la sua quotidianità viene interrotta da una lettera di HenryWilly decide dunque di mettersi in viaggio per completare quanto iniziato dal padre, deciso a far luce sulla sua scomparsa. Munito solamente di una bicicletta di fortuna e di tanta buona volontà, il giovane parte dunque alla volta della piccola quanto anacronistica Bone Town.

Dallo spiccato gusto piratesco, con i suoi pittoreschi ristoranti, locande e musei, Bone Town sembra a tutt’oggi l’ombra di se stessa. Un luogo abbandonato dalla gioventù e lasciato ad inselvatichirsi e a spegnersi lentamente, fuori dal tempo. Un centro urbano che, dietro alla misteriosa mancanza di qualsivoglia risorsa idrica,  sembra celare un ben più corposo e spaventevole segreto. Spetterà dunque a Willy svelare l’arcano e mettere a nudo il marciume cittadino, in un’avventura che lo porterà a conoscere i bizzarri personaggi che abitano le desolate vie di Bone Town.

 

 

 

 

Nonostante le premesse possano risultare quanto meno interessanti, il prodotto finale ci è sembrato quanto mai insipido. Nella sua breve durata (circa tre ore), siamo stati raramente colpiti dalla scrittura, eccessivamente anonima e dal vago sentore di “già visto“. Una storia che ci è parsa nel complesso banale e prevedibile. Un’avventura condita da personaggi poco incisivi nell’economia narrativa e da dialoghi a tratti eccessivamente verbosi o, al contrario, fin troppo stringati e poco soddisfacenti.

Se a ciò aggiungiamo un citazionismo spicciolo che non fa altro che rimarcare quanto sia stato importante Monkey Island nella produzione del titolo italiano, tanto in fase di scrittura tanto per l’art direction ed il mood piratesco, ecco che avremo un punta e clicca di stampo classico che nulla aggiunge al genere. Una lettera d’amore spassionata per la produzione ludica Lucas che nel 2021 sembra esser stata recapitata fin troppo tardi.

 

 

Comparto ludico

Ludicamente parlando l’opera dei ragazzi di imaginarylab si configura come un classicissimo punta e clicca di casa Lucas, senza troppe novità all’orizzonte. All’interno di una quanto meno interessante open map, avremo modo di condurre liberamente le nostre investigazioni. A rallentarci nell’impresa, come da tradizione, saranno presenti taluni enigmi dalla dubbia difficoltà, raramente in grado di offrire una vera e propria sfida. A sommarsi alla generale semplificazione delle meccaniche ludiche, interviene anche la possibilità di evidenziare gli oggetti con cui interagire tramite il comodo ausilio di un tasto.

Tenendo anche conto di una longevità sicuramente non bastevole, non possiamo di certo promuovere a pieno un comparto ludico che necessiterebbe una corposa svecchiata. Interessante è tuttavia, infine, l’intuitivo utilizzo del touch screen della console di casa Nintendo – su cui abbiamo avuto modo di testare il titolo tramite review key – di gran lunga più efficace del lento ed ammorbante puntatore che siamo chiamati ad utilizzare nel caso in cui decidessimo di collegare la console al dock.

 

 


Comparto tecnico

Da un punto di vista prettamente tecnico, Willy Morgan and the Curse of Bone Town si dimostra, nostro malgrado, un titolo nato vecchio. Nonostante i fondali e gli ambienti risultino quanto mai appaganti alla vista, i character design e i modelli stessi dei personaggi sembrano emergere dall’amalgama confusa dei punta e clicca di inizio duemila, con animazioni antidiluviane dalla fastidiosa legnosità.

Le cutscene, inoltre, necessitano urgentemente di una miglioria nella risoluzione, presentando filmati a bassissima qualità che rompono irrimediabilmente qualsivoglia immedesimazione. Altra problematica non indifferente è un fastidioso crash dell’applicazione in grado di cancellare tutti i dati salvati. Un errore grossolano che ci ha costretto a ricominciare per ben due volte l’avventura, rendendo frustrante un’esperienza su cui puntavamo molto.

 

 

Conclusione

Willy Morgan and the Curse of Bone Town è un titolo nato vecchio. Una lettera d’amore alle avventure targate Lucas recapitata in irrimediabile ritardo. Un’opera narrativamente derivativa e poco interessante. Un titolo tecnicamente arretrato e problematico. Un gioco poco innovativo che pecca di mordente, che basa tutto se stesso sull’evocazione di un melenso effetto nostalgia. Un prodotto che potrà interessare gli appassionati ma che lascerà ben presto il tempo che trova. Un’operazione, nonostante tutto, fatta con il cuore da un gruppo di appassionati, ma che non possiamo e non ci sentiamo di promuovere a pieno, nella speranza che nel futuro i ragazzi di imaginarylab possano davvero produrre qualcosa di innovativo.

 

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Recensione di Giorgio Fraccon

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5.5

Mediocre

Pro

  • Interessante il sistema di open map
  • I fondali risultano visivamente appaganti
  • Il soggetto presenta un certo mordente

Contro

  • Narrativamente inappagante e prevedibile
  • Longevità risicata
  • Modelli poligonali anacronistici
  • Eccessivamente semplicistico
  • Tecnicamente lacunoso e problematico